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ZULLO: “SVELATI I LORO PIANI: LA MELA AVVELENATA È NELL’INDEBITAMENTO DEL NOSTRO COMUNE”




Tanti manifesti, tante chiacchiere, una bella mela rossa
avvelenata come quella della strega di Biancaneve poi contraccambiata come il
frutto del sudore e della fatica del contadino per poter sopprimere le
contrarietà di tanti cassanesi che non hanno più l’anello al naso ed iniziano a
riflettere.

E come la strega non potè sopprimere Biancaneve con quella
mela, altrettanto loro con il loro diabolico perseverare non sopprimeranno la
voglia dei cassanesi di cambiare e mandarli via affinchè meditino e capiscano
cos’è il sudore e la fatica del contadino.

Ricomincia lo stesso film del 2003 quando deliberatamente
non rispettarono il patto di stabilità ( eppure sono “forti, onesti e gentili”)
per poter apparire con asfalti e marciapiedi non per tutti ma per chi si
scappella e promette di votarli.

Oggi, promettono asfalti e marciapiedi per chi passa dalla
stanza del delfino dopo quattro anni di assenza totale per i cittadini e di
presenza per sé e per i propri amici. E come lo fanno? Indebitando ancor di più
il Comune già inguaiato con la scommessa degli SWAP.

Perché, da grandi economisti dicono: bisogna mettere in
circolo moneta per aiutare l’economia ( di una ditta che si aggiudicherà i lavori
) e per questo reperiamo la moneta indebitando il Comune (con i soldi delle
nostre famiglie).

E qualche buon cementista in Consiglio Comunale dice che
in tempi di crisi bisogna pagare stipendi anche per non far niente –“per
coprire le buche scavate nella sabbia” -purchè si consumi ben sapendo che non
paga gli stipendi con i propri soldi ma con quelli della collettività di un
Paese come l’Italia che ha il più alto debito pubblico in Europa.

Questi nostri “forti, onesti e gentili” ben avrebbero
potuto sostenere l’economia se avessero avuto l’accortezza di presentare nel
periodo intercorrente tra l’Ottobre 2003 e l’Aprile 2004 progetti per il
programma comunitario “Contratto di Quartiere II", cosa che han fatto Grumo retto
da un Sindaco di R.C. e Acquaviva retto da un Sindaco di F.I.. Entrambi i
Comuni hanno sottoscritto nel Settembre 2008 l’accordo per finanziamenti a
fondo perduto per 5 milioni di €. Eppure loro, AN e DS, avrebbero avuto più
chances!

Questi nostri “forti, onesti e gentili”, nel 2007, pur avendo
impegnato la spesa ( soldi nostri ) di 10 mila €. per officiare un qualificato
studio di progettazione barese per presentare progetti integrati di
riqualificazione delle periferie attingendo a finanziamenti europei variabili
da 2 a 3 milioni di €. non hanno presentato progetti.

E sapete perché? Perché dicono che si dovevano fare case
popolari e che questi programmi creavano ulteriore ghettizzazione.

Non è così anzi, il contrario!E’ immaginabile che nel 2001
i Governi nazionali, nel recepire direttive europee, pensino ai ghetti?

 

Chiunque, anche navigando su Internet, può accedere alla
verità!
Il Contratto di Quartiere II prevedeva l’intervento in
quartieri caratterizzati da diffuso degrado delle costruzioni e dell’ambiente
urbano, da carenza di servizi e da un contesto di scarsa coesione sociale e di
marcato disagio abitativo promuovendo la partecipazione degli abitanti alla
definizione degli obiettivi ed era finalizzato propriamente ad incrementare,
anche con il supporto di investimenti privati, la dotazione infrastrutturale
oltre che a promuovere misure ed interventi per favorire l’occupazione e
l’integrazione sociale. Era consentito l’inserimento nel canale finanziario
dell’edilizia sperimentale per consentire di sostenere sia innovazioni
costruttive (bioarchitettura ed ecologia urbana, risparmio delle risorse e
miglioramento della qualità ambientale) sia di finanziare una serie di
attività  di ricerca e monitoraggio volte
a migliorare le scelte progettuali ed a confrontarle con i soggetti che
partecipano al programma (es. attivazione di laboratori per l’ascolto delle
comunità locali, studio e definizione di strumenti di indirizzo e controllo
della qualità spaziale del progetto, studio e realizzazione di spazi urbani
esemplari per la qualità morfologica e architettonica e per innovative forme di
spazio urbano per concezione e identità).

 

I PIRP, vedasi BUR n° 81 del 29/06/2006, avevano il fine
della rigenerazione urbana con riguardo alla residenza e alle infrastrutture e,
nella prima fase potevano interessare non solo come loro dicono la 167 ma anche
il Centro Storico e i borghi extraurbani.

E ci dicono: ma come facciamo noi a migliorare le strade?
Con quali soldi?

Semplice: non diano soldi a qualche signorina romana, non
diano soldi per le ditte che devono curare la veste grafica del Pellicano
pre-elettorale, potevano risparmiarsi i soldi del sito web e per l’addetto
stampa, potrebbero raffreddare i conflitti con i cittadini attraverso un
maggiore coinvolgimento e ascolto al fine di limitare la spesa per gli
avvocati, potrebbero limitare il ricorso a consulenti esterni e primo fra tutti
il ricorso ad un architetto cognato del capo del partito officiato per
progettare la distribuzione degli spazi al I° piano del Comune come se il
nostro Ufficio Tecnico non ne avesse le capacità e il tempo, nonostante
l’integrazione in quell’Ufficio con un altro ingegniere.

Ma a loro cosa importa della crescita collettiva di
Cassano? Loro fanno tutto per sé stessi, per gli amici e per chi promette di
votarli. E i soldi? Fanno i debiti a carico di tutti i cittadini.

Ecco le ragioni della nostra profonda contrarietà a questo
sistema di tirannìa. Siamo preoccupati per il futuro di Cassano. Guai se questi
dovessero perseverare, sarebbe la fine. Allora sì faremmo bene a trasferirci in
altro Comune dandola vinta al tiranno e alle sue schedature.

Cambiare, sì possiamo!

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