Sto leggendo in questi ultimi giorni di idée, azioni, affaristi, perditempo della politica. Termini sinergici ma in antitesi tra loro.Mi spiego: le idée determinano l’azione ma se non sono condivise con la pluralità dei componenti di un gruppo o di una comunità diventano affarismo e lasciano per strada proprio quelle forze sane che credono negli ideali, nel cambiamento, nella democrazia, nella partecipazione, nel confronto. Queste forze sane si tramutano in perditempo della politica nell’idea di chi esercita una gestione muscolosa e tirannica della cosa pubblica.La gestione della cosa pubblica non può essere esercizio matematico delle alzate di mano di soggetti che trovano la congiunzione delle decisioni sugli orticelli da spartire e da coltivare. Anzi, al contrario, deve essere ascolto delle ragioni delle varie componenti della collettività che devono trovare diritto di cittadinanza e, prima fra tutte, delle minoranze, degli ultimi, dei deboli, di coloro che sono spesso invisibili ai nostri occhi e alle nostre coscienze.La gestione della cosa pubblica non può svilirsi nella ghettizzazione all’interno di etichette create ad arte per poter giustificare alleanze innaturali ma, confronto sereno e costruttivo tra le persone singole e associate.Ed è ovvio che- quando si soffoca il confronto, la vita della associazioni libere e critiche, la vita dei partiti, le intelligenze emergenti, la recitazione di poesie- esisteranno sempre coloro che si scalderanno “al sole” che, stoltamente, pensano di essere protagonisti ma che, non capiscono che il loro è solo un protagonismo che vive di “luce riflessa”. Un protagonismo che non brilla di luce propria ma fruisce dei riflettori che illuminano una scena costruita ad arte dal tiranno pronto a spegnere quelle luci quando il pensiero critico albergherà in quelle teste.Cari giovani, non possiamo stare con chi, scaldandosi al sole del potere, si illude di essere guida di giovani per portali ad appiattirsi e ad assoggettarsi a quel potere che, tirannicamente, è fine a sè stesso ed allontana sempre più le collettività dal palazzo.Questo è un fare che porta alla sfiducia dei nostri giorni poichè porta a credere che non ci sia la possibilità di cambiare. Guai se fosse questo il pensiero dominante: sarebbe una delle più grandi sconfitte della nostra società e del futuro dei giovani.Sta a voi assumere il ruolo di protagonisti con la vostra luce, le vostre qualità, la vostra presenza, il vostro impegno perchè a voi tocca il futuro.Cambiare si può: è sbagliato pensare che non succederà nulla, che tutto rimarrà come prima, è questa la vera sconfitta. Le cose si possono cambiare con l’azione di ciascuno di noi. A quelli che- a torto – vengono considerati perditempo della politica tocca ricercare le ragioni del cambiare trovando forza, coraggio, passione e volontà di muovere i comportamenti e le persone perchè sono quei perditempo, con i loro valori, che hanno il dovere civico di essere nel firmamento della politica le stelle polari del cambiamento evitando di accomunarsi, come i tiranni vorrebbero, a tetri pianeti incapaci di brillare di luce propria.