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NATUZZI, ASSEMBLEA DI RSU E FALEGNAMI

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Si sta scrivendo della crisi ab immemorabili, se ne discute per le strade e nelle piazze. A cadenza di giorni, si tengono incontri e dibattiti pubblici e privati tra lavoratori e amministratori locali. Questa mattina in Palazzo Municipale il sindaco di Santeramo Vito Lillo ha incontrato i lavoratori della falegnameria dello stabilimento centrale delle industri Natuzzi, i primi a essere toccati dal taglio dei posti.

Una situazione tragica, 1540 persone che dovranno rimanere a casa. L’azienda ha proposto un piano industriale che mira solo al rilancio del marchio, oppure offre ai lavoratori la possibilità di creare cooperative all’esterno dell’azienda stessa. Ipotesi non realizzabile, perché i macchinari sono vetusti così come i software. La creazione di cooperative aumenterebbe il lavoro nero, perché non sono specificati i costi. Se si dimezzassero, appunto, aumenterebbe la prestazione non regolare, con personale sottopagato e tutto ciò non è il massimo della correttezza.  L’azienda dichiara un deficit del 25%, ma non ha mai dato chiarimenti in proposito. La richiesta dei lavoratori al sindaco è la stessa da tempo: vogliono essere rappresentati dal primo cittadino affinché non ci sia una svendita di tutto quello che in tanti anni di sacrifici è stato costruito dai lavoratori. Inoltre chiedono di essere rappresentati presso le altre associazioni di lavoratori ed esercenti, per sensibilizzarli al problema.I dipendenti chiedono l’immediata sospensione dei licenziamenti per un mese. Martedì prossimo è previsto un nuovo incontro tra azienda e sindacati in Palazzo Municipale. I RSU chiedono che, fino a quando le trattative sono in piedi, Natuzzi sospenda ogni progetto di rilancio e vogliono che sia rilanciata l’azienda sul posto e non in altri Paesi. In una politica di abbattimento dei costi, l’unica soluzione proposta dall’azienda è stato il licenziamento, e adesso non è la prima volta che accade. È successo in passato.

Altro punto carente è la frammentazione delle notizie, perché neanche gli amministratori hanno compreso le intenzioni dell’azienda, giacché il piano industriale non lo specifica chiaramente. Da lunedì 20 aprile i lavoratori di Jesce 1 saranno trasferiti nello stabilimento gemello di Jesce 2. Le collezioni hanno subito una vera e propria odissea, con continui trasferimenti da uno stabilimento all’altro. Tutti questi trasferimenti comportano una disorganizzazione madornale, perché è impossibile organizzare la produzione e, fatto più grave, comporta inevitabilmente la perdita di posti di lavoro.Il sindaco Vito Lillo si è fatto promotore per mantenere sotto controllo la situazione ed ha manifestato la volontà di convocare l’industria Natuzzi e una rappresentanza sindacale per chiarire le intenzioni della ditta. Da segnalare la presenza di Camillo Larato, membro dell’opposizione che intervenendo, ha chiesto al sindaco come e cosa la comunità può fare in concreto.

Il sindaco ha risposto esprimendo gli stessi concetti enunciati in occasione del presidio davanti ai cancelli giovedì 9 e in più occasioni da quando è nato il caso. Fa appello all’unità sindacale e politica. Presente anche Armando Leone, presidente del consiglio comunale. Questa volta mancava il vice sindaco e candidato alla provincia Vito Giampetruzzi, presente giovedì ai cancelli, mentre l’assessore alle attività produttive Donato Colucci, dicastero locale interessato dalla vertenza, ha dato ancora forfait, perché assente in entrambe le occasioni.

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