GALIMBERTI AL LICEO DI CASSANO: “L’OSPITE INQUIETANTE” E’ NEI GIOVANI
Nella giornata del 6 maggio si è svolto l’incontro tra i ragazzi del liceo Leonardo e Platone di Cassano e lo scrittore Umberto Galimberti.
Numerosissimi, tra docenti ed alunni anche di altre scuole, hanno assistito alla lezione tenuta dal filosofo, nonché terapeuta e docente di Filosofia e Storia all’Università di Venezia. Per l’occasione egli ha commentato, dopo l’introduzione della preside dell’istituto Tina Gesmundo, i temi del suo libro:”L’ospite inquietante”.
In un clima festoso e al tempo stesso solenne, temprato da sfumature pessimistiche e smorzato talvolta da battute ironiche, l’autore ha estasiato la platea affrontando il tema della difficile esistenza dei giovani e del contributo che gli adulti forniscono per insegnar loro “l’arte del vivere”.
Secondo Galimberti le nuove generazioni sono sempre più afflitte da un vuoto, un disagio che non sanno neanche chiamare per nome; essi sono diventati analfabeti delle emozioni e sono pervasi dalla terribile angoscia verso l’incertezza del futuro.
In una parola ospitano dentro se stessi il nichilismo.
Immediatamente a questo proposito l’autore apre il tema della scuola: in tono alquanto provocatorio critica ed esaspera la tendenza di questa ad escludere le emozioni di chi la abita, a rendere oggettivo ciò che è soggettivo.
Egli definisce fallimentare questo tipo di istruzione, perché la scuola dovrebbe aprirsi al dialogo con gli studenti, essere basata su un insegnamento impeccabile da due punti di vista essenziali: il carisma e la comunicabilità.
L’apprendimento deve avere il potere di affascinare, anche in senso erotico, spiega Galimberti, perché questo stimola l’individuo ad assimilare anche le nozioni che meno lo interessano.
L’intera società moderna invece, si trova a vivere un’ epoca di passioni tristi: il presente dominato dalla tecnica sta raffreddando la percezione emotiva dell’uomo, quindi ne risulta la progressiva abolizione di quel flusso di sentimenti che lo guida verso la noia, l’eccesso, la dipendenza e l’egoismo.
Allora, in questo caos generale, i giovani quali possibilità hanno?
Ebbene lo scrittore spiega che i ragazzi hanno bisogno e devono imparare ad essere autonomi, riscoprire le proprie passioni in maniera continua, non provvisoria come spesso accade, per coltivare se stessi e mettersi in gioco nel momento in cui sono chiamati a fare delle scelte.