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L’ESTREMO SALUTO DELLA MINORANZA CONSILIARE DI CENTRODESTRA

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Prassi inconsueta ma utile, almeno per leggere un altra verità.

Da sempre, infatti, si è abituati a leggere di risultati raggiunti, obiettivi centrati, soldi spesi per la collettività e di solito a farlo sono coloro che governano e amministrano. Il Gruppo del PdL all’opposizione, invece, ha voluto provare a tracciare un bilancio di cinque anni passati all’opposizione “al buio e al freddo”, hanno detto nell’incontro di ieri sera in Sala Consiliare.

Il capogruppo Ignazio Zullo ed i consiglieri uscenti Michele Ruggiero, Lello Liuzzi e – per l’ultima volta, visto che non si ricandidano – Giuseppe Cotruvo e Pasquale Maselli si sono seduti, come sempre, ai banchi di minoranza, spiegando: “Siamo stati seduti qui per cinque anni e da qui vogliamo ringraziare e salutare la città, coerenti con il mandato che ci fu dato nel 2004 ovvero essere all’opposizione”.

Una opposizione attenta, scrupolosa, forse ostica ma puntuale – secondo la minoranza, che parlava ad un pubblico di circa 150 persone – “che ha tentato più volte di dialogare con chi governava, senza mai riuscirci forse perché si veniva da una campagna elettorale durissima e cattiva e gli strascichi erano e sono rimasti in quest’aula”.

Zullo ha spiegato che sempre i loro “no” o il loro abbandonare l’aula (“sarà successo tre, quattro volte al massimo”) è sempre stato motivato: mai cioè si è agito d’istinto, per capriccio o peggio ancora contro gli interessi della città. “Chi avrà voglia di verificare le delibere di Consiglio – ha detto il capogruppo del PdL – vedrà che quando si è trattato di opere pubbliche, socialità, qualità della vita abbiamo sempre votato positivamente”.

Da dove sono arrivati i “No”, dunque? Soprattutto in materia di Bilancio: “come potevamo approvare Bilanci sotto osservazione della Corte dei Conti e poi successivamente “condannati” dalla stessa, che non rispettano il Patto di Stabilità, che dicono di cancellare i debiti ma li rinviano ai nostri figli, nel 2023 con gli SWAP? Bilanci che perfino il Revisore dei Conti – ultimamente – ha precisato esserci problemi in merito ai debiti fuori bilancio ed ai cespiti inesigibili”.

Ma soprattutto, spiega il leader della minoranza: “un Bilancio non è solo un fatto di entrate e uscite…qui parliamo di una comunità, non di un condominio….questo Bilancio serve alle persone? Le fa star bene? E i cittadini cosa chiedono al Comune? Sono soddisfatti dei servizi comunali? Abbiamo sempre invitato la maggioranza a stilare questionari da sottoporre ai cassanesi per valutare il gradimento di quanto il Comune offre: mai successo”.

Secondo i consiglieri di opposizione, il sindaco Gentile e la sua maggioranza non avrebbero mai voluto ascoltare richieste e consigli di cui la minoranza si faceva portavoce anche verso i cittadini: “tantissime interpellanze sono rimaste inascoltate, senza risposta: sui suoli del Centro Medico di Cassano che da edificabili sono divenuti agricoli e impediscono al Centro di mettere a norma le strutture, così come prevede la legge; sulle condizioni invivibili di alcune strade come via Sant’Antonio Abate, sugli incendi di Ferragosto o sulle facciate del centro storico dove, secondo noi, non basta un’opera di facciata ma un profondo interessamento relativamente alla staticità, alla sicurezza, alla dinamicità; ma anche sulla Sagra della Focaccia, ribattezzata “Sagra del Niente”…niente focaccia, niente ricevute…; sul Polisportivo, sul Garden Village”.

“Questa chiusura totale nei nostri confronti – hanno spiegato i consiglieri d’opposizione – si è poi riversata nei confronti della città;non si è lavorato più, cioè, per gli interessi di tutti, per il bene comune ma solo per pochi. Ecco spiegati i milioni di finanziamenti persi con il programma “Contratti di Quartiere II” grazie al quale potevano arrivare a Cassano 5 milioni di euro; con il PIRP, tra i 2 ed i 3 milioni; con i progetti finanziati dal PIT 4 invece che realizzare per forza il Consorzio nella nuova zona industriale con le imprese che abbandonano, se ne vanno e lasciano un paese impoverito e senza occupazione”.

Nulla da salvare, dunque, per la minoranza di centrodestra, secondo cui è auspicabile che Cassano volti pagina e proceda verso un progresso, una crescita che gli sono dovuti.

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