S. LUCIA, TIMIDO RITORNO

Un luogo unico, magico, scolpito nella memoria dei cassanesi che si tramandano di generazione in generazione l’armonia di questa collina, delle sue pietre, della sua inimitabile vista panoramica.
E’ la Collina di Santa Lucia, che una volta l’anno, il 13 dicembre, torna a vivere e a far rivivere ai cassanesi la bellezza di vivere sulla Murgia, forse la nostalgia di quello che Cassano avrebbe potuto essere ma che ormai è irrimediabilmente perduto.
Una visione che quest’anno ha lasciato più d’uno con grande commozione: si è tornati, timidamente, a riscoprire una festa che non è solo una necessaria celebrazione eucaristica ma un momento di ritrovo per una comunità che stenta a trovare una propria dimensione, un proprio “essere uniti”. Piccoli segni, niente di che: i dolci della tradizione, gli “occhi di santa Lucia”; uno splendido sole invernale; una famiglia Albenzio-Disanto, proprietaria della chiesetta, sempre più disponibile a regalare al nostro paese sprazzi di memoria; un falò e i fuochi d’artificio.
Il tutto curato dalla Pro Loco “La Murgianella” e dalla Scuola dell’Infanzia del Circolo Didattico “A. Perotti” di Cassano che hanno animato quella che un tempo era una vera sagra campestre, capace di far muovere centinaia di persone dal paese, per farle arrivare lassù, così come hanno fatto ieri anziani, giovani famiglie, tantissimi bambini coi loro genitori.
Quest’anno si è cercato di fare la stessa cosa e in gran parte ci si è riusciti: occorre insistere, anche per non consegnare del tutto la memoria storica cassanese ai vandali e agli sciagurati che trovano in questa colina il proprio sfogatoio. Ma occorre l’impegno di tutti: per 365 giorni l’anno.
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