NON È PIÙ TEMPO DI FALCHI, È TEMPO DELLE COLOMBE

La vile aggressione a Berlusconi è il segno che ogni limite è stato oltrepassato. E il fatto che qualcuno, come ha fatto Antonio Di Pietro, si azzardi a spiegare, giustificare in qualche modo un’azione violenta è il segno che la politica italiana deve davvero farsi una profonda analisi di coscienza.
I cattivi maestri dovrebbero cominciare a fare silenzio perché purtroppo, grazie al terreno di coltura preparato con l’antiberlusconismo, il gesto folle di un individuo rischia di diventare il simbolo dell’apertura di una stagione nera per la storia d’Italia.
Il clima d’odio, di rancore, di delegittimazione dell’avversario combattuto come un nemico non può che riportare l’Italia a un tempo che nessuno vorrebbe più vivere.
È per questo che la solidarietà e la condanna non sono sufficienti in una stagione in cui il dialogo e la condivisione perdono terreno rispetto alla logica della barricata, dello scontro, della guerra.
È per questo che la politica, tutta la politica, deve fare di più: deve saper reagire con i fatti a un rischio del genere.
Deve saper costruire un percorso di confronto che sappia allontanarsi da un baratro in cui cadremmo tutti insieme, tutti perdenti.
Perché oggi è stato un gesto di un singolo, gravissimo. Domani potrebbe essere di più.
E’ per questo che non è più tempo di falchi. È tempo, deve essere il tempo, delle colombe.