Cultura

LA POESIA DI MONTALE AL LICEO “LEONARDO”

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Come esplorare una “cattedrale della poesia”, come l’ha definito la preside del Liceo Scientifico “Leonardo”, se non attraverso una prospettiva?

La professoressa Maria Lassandro, docente di lettere dell’Istituto cassanese, ha così scelto come prospettiva “Montale e la poesia” per l’incontro che qualche giorno fa si è tenuto presso il Liceo, secondo appuntamento dell’iniziativa “In cerca della poesia”, dedicati ai poeti del ‘900.

Alternando spiegazione, video e letture a cura degli studenti, la Lassandro ha così dato un assaggio di quel che Montale è stato ed ha costituito per la poesia italiana e mondiale. Da “Ossi di seppia” a “La bufera e altro”, da “Quaderno di quattro anni” a “Diario del ì72”, per citare le opere più note prese in esame, si è delineata la figura di un intellettuale che vede la poesia come qualcosa che è, che sta piuttosto che una ispirazione a cui mettersi alla ricerca; nelle sue prime opere l’umanità non compare ma è onnipresente la natura, assieme a cui nasce la poesia, che morirà con essa.

Che ruolo ha, però, la storia, i grandi eventi nella poesia di Montale? La prof.sa Lassandro ricordava che il poeta genovese visse intensamente gli anni del fascismo, regime che allo stesso tempo lo danneggiò e lo agevolò. Questo essere sovrastati dalla storia, dalla vita quotidiana entra prepotentemente nella poetica montaliana anche se ciò apparirà molto più chiaro ai critici e agli studiosi di Montale che allo stesso autore.

Per descrivere la sua figura, l’insegnante dice che Montale era “in temporaneo” ovvero è “non temponaeo”, lontano dal tempo e dalla storia. Questo non significa che il poeta non guardi, osservi, viva quel che gli accade intorno: semplicemente non ne fa poesia, non intenzionalmente almeno.

Solo successivamente, negli anni ’70, subito dopo aver ottenuto il Premio Nobel per la Letteratura (1975), Montale sembra essere più partecipe della vita contemporanea, uno sguardo sempre malinconico ma più interessato; mai comunque, egli vorrà assumersi responsabilità, morali e spirituali, convinto che non esistono vate, guida o spirito che possa condurre l’uomo fuori dalla propria condizione. Saranno altri a dare al poeta genovese questo “ruolo”.

Grande attenzione all’incontro è stata riservata dagli studenti e da diversi insegnanti presenti, affascinati dallo scoprire qualcosa in più di questo gigante della poesia mondiale, apprezzato ma continuamente da riscoprire.

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