EDGARDA FERRI AL LICEO CON IL SUO ”UNO DEI TANTI”
In occasione delle attività organizzate per il “Mese della memoria”, giovedì sera presso l’Auditorium del Liceo ”Leonardo” di Cassano, il gruppo teatrale dell’istituto ha presentato “Storia di Lallo – 18 anni, martire delle Fosse Ardeatine”, rappresentazione teatrale tratta dal libro di Edgarda Ferri “Uno dei tanti” – Mondadori.
L’iniziativa è stata inserita nelle attività organizzate per il “Mese della memoria” dall’ “Associazione Presidi del Libro” della Regione Puglia.
L’incontro è stato presentato dalla prof.ssa Tina Gesmundo, Dirigente Scolastico del Liceo, che ha curato la scrittura teatrale del testo della rappresentazione. Per l’occasione la Ferri è stata ospite del Liceo per assistere allo spettacolo e presentare il suo libro, che narra la storia di Orlando Posti, diciottenne imprigionato dalle SS ma capace di comunicare col mondo esterno attraverso bigliettini in cui racconta l’orrore della sua prigionia, tra botte, fame, freddo e paura. Venne fucilato il 24 marzo 1944, insieme ad altri 344 detenuti, alle Fosse Ardeatine.
“E’ la storia di uno dei tanti. E’ la storia di un diario d’amore, di lettere mai spedite, di striscioline di carta ad una madre, di parole semplici, inno lirico alla vita e alla paura della morte. Entriamo in punta di piedi nella vita e nella morte di uno di noi”: sono le parole della prof.ssa Tina Gesmundo, che hanno commosso i partecipanti.
L’autrice del libro commossa e al tempo stesso felice di partecipare all’incontro, ha ringraziato tutti, dicendo:
“Ho provato amore, prima ancora che pietà per questo ragazzo,che nel tentativo di salvare i suoi amici,muore fucilato. Non volevo scrivere una biografia su Orlando, in realtà non sapevo bene cosa fare, finché un giorno ho deciso di mettermi in gioco, scrivendo questo libro.” La signora Bruna, adesso è una donna di 85 anni, è la stessa che ha riconosciuto Orlando dopo la sua morte, man mano che lei lo descriveva, mi veniva in mente la figura del protagonista. Egli era un bel ragazzo,di famiglia borghese,povera ma dignitosa, infatti lui era sempre curato e si vestiva in modo elegante,affinché potesse distinguersi dalla massa. Inoltre,non era uno studente modello, in quanto dopo la morte del padre smise di studiare. Amava una ragazza di nome Marcella, che però non ricambiava il suo amore.
Egli comunicava con il mondo esterno tramite dei foglietti,su cui tracciava dei pezzi di corpo umano,infatti, alla fine cambiò idea per quanto riguardava il suo percorso di studi, infatti, decise di studiare medicina, desiderava lavorare in un ambulatorio.”
L’incontro è terminato con i ringraziamenti finali della Gesmundo, che ha rivolto un saluto alla Dimedio, sindaco del nostro paese e all’Assessore alla cultura Pierpaola Sapienza.
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