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CONSULTORI: STOP AL TAGLIO. E’ SALVO QUELLO DI CASSANO?

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La protesta di alcuni Comuni pugliesi blocca la delibera regionale che tagliava i consultori in regione. Il provvedimento 735 del 15 marzo scorso proponeva una riorganizzazione sul territorio delle strutture sanitarie, molte della quali sarebbero state declassate da consultori a «punti di accoglienza» con conseguenti tagli di spese e personale. Questo in parte per ottimizzare il lavoro sul territorio, ma anche per sopperire ai problemi del bilancio della Sanità.

Subito però si è formato un fronte del no di quei Comuni che si sentivano privati di un importante servizio di base: fra questi il Comune di Cassano. Il sindaco Maria Pia Di Medio aveva annunciato battaglia, nel corso dell’ultimo consiglio comunale, affinché non venisse depauperato il patrimonio accumulato dal Consultorio cassanese che tra l’altro serve anche il territorio di Sannicandro di Bari.

Una “battaglia” per cui la Di Medio aveva chiesto il sostegno dell’intero Consiglio Comunale e che, invece, si è persa in una scaramuccia “ideologica” fra il rappresentante del PdL, Ignazio Zullo e la consigliera del PD Mimma Busto che sulla vicenda disse di “volerci vedere chiaro prima di pronunciarsi”.

L’altro giorno, comunque, in concomitanza con la manifestazione degli «Psicologi dei consultori familiari», si è svolto un incontro nell’assessorato regionale alla Sanità per trovare soluzioni adeguate al drastico taglio previsto sul territorio regionale, al termine del quale è stato stabilito il blocco del provvedimento. Si procederà adesso a mettere in piedi un tavolo di concertazione con la Regione, i direttori generali e di distretto, con i sindaci, per arrivare ad una proposta condivisa che porti comunque ad una razionalizzazione dei consultori e a un tagliando di quelli improduttivi.

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