La voce del paese

LETTERA A VENDOLA, PUGLIA MIGLIORE: E PER LE DONNE?

nichi_vendola

Da una lettrice, che preferisce l’anonimato, riceviamo e pubblichiamo.

 


Caro Presidente Vendola,
colgo l’occasione della Sua lettera alla Gazzetta che inserisco come incipit. Le segnalo una pubblicità offensiva della dignità delle donne che è presentata 24 ore su 24 nel Televideo della tv privata Telenorba con sede in prov. di Bari http://www.telenorba.it (anche sul digitale 474 Mhz/lo).

Conosco bene la Sua sensibilità verso le discriminazioni e le violenze nei confronti dei più deboli in questa società ove predomina la legge del più forte, arroganza e prepotenza la fanno da padroni, la cultura è un optional, la scuola pubblica è allo sfascio come l’Università e la Ricerca, i diversi sono il male maggiore, l’apparire è superiore all’essere, le violenze sui minori e le donne aumentano in misura esponenziale, il corpo della donne viene usato in pubblicità offensive e lesive della dignità e come merce di scambio. Ogni persona è libera di fare del suo corpo ciò che desidera ma…..altro è la pubblicità che lucra sulla pelle delle donne….
Nello specifico, nel Televideo “Norbavideo” insieme alle pagine dedicate alle notizie/sport/economia/istituzioni/trasporti/università/sanità ecc ecc, vi sono le pagg 570/571//572/573/574/575/576 denominate “Teleincontri”.

E’ una profusione di annunci Hard con relativi numeri di telefono a pagamento. Sono personalmente disgustata dalle frasi in esse contenute che pubblicizzano donne oggetto.
Il corpo delle donne viene offerto sul mercato come fosse carne da macelleria….un tot al pezzo…, a prescindere dal fatto che il costo di tali numeri viene evidenziato solo alla pag. 573 mediante caratteri piccoli e quasi invisibili a causa di altri colori predominanti, e, a rincarare la dose a pag. 572 vi è la dicitura “anche da telefoni disabilitati”.

Alcuni esempi che leggo in questo preciso istante sul Televideo di Telenorba, messaggi che vengono cambiati secondo criteri che non conosco:

– pag. 571: Dottoressa esperta, 36 anni, mora, 6° misura, caldissima, cerca ragazzi disposti a farsi visitare
899…….
(continuano altri messaggi e numeri telefonici)

– pag. 572: ascolta come godo!
899…….
(continuano altri messaggi e numeri telefonici)

– pag. 573 oltre ad altre frasi tipo “10 ragazze dal vivo 24h su 24h ti faremo giocare! chiama!!!”, vi è una frase in piccolo seminascosta anche dal colore blu su sfondo nero : “vietato ai minori di anni 18” (che, a mio modesto parere, risulta essere molto accattivamente proprio per i minori)

….vengono visualizzati finalmente i costi:
€ 2.40 scatto risposta
+ € 3.12 al minuto
” x blocco contatore contattare proprio gestore telefonico”
Il che è alquanto ridicolo dal momento che i ragazzi chiamano dal cellulare….

– pag. 574: un ulteriore e numeroso elenco di frasi e recapiti telefonici tutti che iniziano con l’899….tra i quali spicca ” Intrigante donna ti aspetta per ore di sfrenato sesso disponibili anche fino a notte fonda”

– pag. 575: un ulteriore e numeroso elenco di frasi e recapiti telefonici tutti che iniziano con l’899….tra i quali spicca “caldissima ed insaziabile donna stupendo fondoschiena facile da trovare difficile da dimenticare”

– pag. 576 : un ulteriore e numeroso elenco di frasi e recapiti telefonici tutti che iniziano con l’899….tra i quali spicca “donne pugliesi scatenate in linea x te “spogliaci al telefono!”

Ciliegina finale: come si può leggere dal link http://www.telenorba.it/home/ascolti.php

“Telenorba 7 e Telenorba 8 fin dall’inizio della loro attività sono presenti fra le prime dodici TV Locali più seguite in Italia. Una collocazione che vede Telenorba dominare nettamente tutte le altre e che viene puntualmente confermata dalle rilevazioni mensili dell’AUDITEL.”

Mi domando e Le domando: l’emittente Telenorba è monitorata “costantemente” dal CO.RE.COM Puglia?
http://corecom.consiglio.puglia.it/

http://corecom.consiglio.puglia.it/funzioni_delegate/monitoraggio/monitoraggio_tv.aspx

Come recita l’home page dell’Agcom “Contenzioso tra utenti e operatori” […] Gli utenti che intendano agire in giudizio per la violazione di un proprio diritto, sono tenuti a promuovere preventivamente un tentativo di conciliazione dinanzi al Co.Re.Com. (Comitati Regionali per le Comunicazioni) della propria regione che abbia già firmato la convenzione bilaterale con l’Autorità per l’esercizio delle funzioni delegate. […]

http://www2.agcom.it/operatori/operatori_utenti.htm

Caro Presidente Vendola, Le sembra sufficiente quanto fatto dal CO.RE.COM Puglia sino ad oggi in merito alla salvaguardia dei minori e della dignità delle donne da parte dell’emittente Telenorba?
Come è possibile ovviare ad ulteriori trafile burocratiche/amministrativ e del suddetto CO.RE.COM che, a mio modesto parere, inducono a rinunciare ad eventuali contenziosi allontanando ancor più i cittadini dalle Istituzioni ?

Caro Presidente Vendola, insieme a moltissimi altri, ho partecipato attivamente alla campagna elettorale con fervore e passione per la Sua rielezione e sono fiera ed orgogliosa che Lei sia stato nuovamente eletto alla Presidenza della mia amata terra pugliese.
Le offro questo modesto contributo di riflessione affinchè il Suo lavoro sia sempre più proficuo e resto fiduciosa di un Suo cenno….
Grazie dell’attenzione….

ps – ho inserito questa nota nella bacheca di Nichi Vendola
http://www.facebook.com/pages/Nichi-Vendola/38771508894?v=wall&story_fbid=392923413894

LA LETTERA DI NICHI VENDOLA ALLA GAZZETTA

Intervento del governatore Nichi Vendola: «Golpe sul telecomando, la Regione Puglia aiuterà le emittenti locali»
di NICHI VENDOLA

Caro direttore, quando penso che a volte e per molti l’unico strumento per apprendere e informarsi è il telecomando, mi vengono i brividi. E mi spavento ancora di più quando penso che a breve i tasti del telecomando nelle case dei cittadini e delle cittadine pugliesi saranno egemonizzati dal pensiero unico delle grandi televisioni nazionali.
In Puglia siamo all’avanguardia per il sistema delle televisioni locali, con grandi numeri sia per l’occupazione che per le professionalità: dalle nostre parti spesso si combatte ad armi pari con i network nazionali per qualità, professionalità e pluralismo. Inoltre la possibilità per le nostre aziende di poter far conoscere i propri prodotti al grande pubblico passa anche per la vasta scelta di media sui quali comprare spazi di comunicazione.
Preservare questo patrimonio ed evitare gli assalti che il Governo nazionale, presieduto dal più grande editore radiotelevisivo italiano, sta tentando di portare a termine, forse anche per conclamati interessi privati, è un nostro dovere. A breve infatti, con il passaggio al digitale terrestre anche in Puglia, si potrebbe giocare una piccola battaglia sulla pelle del diritto all’informazione che passerà anche tramite i tasti del telecomando. E’ una battaglia che si giocherà tra i tinelli, i salotti e i soggiorni delle case dei pugliesi, che farà i conti con le abitudini quotidiane di tutti noi, ma che si deciderà anche tra le rarefatte atmosfere dei saloni di Palazzo Chigi e di Arcore.
L’AGCOM, l’agenzia nazionale per le comunicazioni, sta tentando – in accordo con il Governo – un piccolo golpe che riserverebbe alle Tv nazionali i primi tasti dei prossimi telecomandi, quando tutti sanno che i tasti dal 7 al 9 nelle nostre famiglie sono spesso appannaggio delle Tv locali. Sento quindi di condividere l’appello del presidente della Sardegna, Ugo Cappellacci, che ha chiesto di evitare la “canalizzazione automatica” a favore dei grandi network nazionali, vista anche l’esperienza che si sta vivendo nell’isola. La tutela della concorrenza e del mercato infatti non può essere appannaggio dei liberisti a corrente alternata che allignano tra i banchi della maggioranza di centrodestra, ma va coltivata anche attraverso queste piccole ma grandi cose che passano attraverso la vita quotidiana delle famiglie.
Nelle regioni dove il cosiddetto “switch off ”, il passaggio al digitale terrestre è già avvenuto, numerose emittenti televisive hanno dovuto chiudere i battenti da un giorno all’altro. Eppure le Tv locali assicurano in Italia almeno 5.000 posti di lavoro diretti, oltre all’indotto. Il risiko del digitale terrestre potrebbe costare quindi molto più caro dei decoder che saremo costretti ad acquistare. La legge – il decreto legislativo 44 del 2010 – invece parla chiaro: si devono garantire la semplicità d’uso del digitale terrestre, il rispetto delle abitudini e delle preferenze degli utenti, valorizzando la programmazione delle emittenti locali di qualità e legate al territorio nel primo arco di numeri del telecomando.
Nonostante la chiarezza della legge, l’AGCOM, che evidentemente spesso garantisce i già troppo garantiti, lo scorso 16 aprile ha deciso di assegnare alle reti nazionali i primi nove canali digitali. Il rischio di violazione della libera concorrenza, del pluralismo dell’informazione e del diritto dei cittadini ad essere informati viene così squadernato con un semplice tratto di penna.
La Regione farà la sua parte: ci doteremo di un piano economico di incentivi alle Tv pugliesi per gli investimenti che dovranno essere affrontati con lo switch off oltre che di un piano di informazione ai cittadini per evitare il “buio mediatico”. E presto scriverò anch’io al sottosegretario Paolo Romani e al presidente dell’AGCOM per sollecitarli di fronte alle loro responsabilità.

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDCategoria=273&IDNotizia=333124

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