DE GRANDI AI DOMICILIARI: L’ACCUSA PARLA DI TANGENTI
Franco De Grandi, funzionario cassanese presso l’assessorato Industria e innovazione tecnologica della Regione Puglia, è stato posto oggi agli arresti domiciliari per diversi episodi di concussione.
Il provvedimento di arresto è stato emesso dal gip del tribunale di Bari su richiesta del pm inquirente Francesco Bretone.
De Grandi e’ accusato di aver imposto e intascato tangenti per circa 770.000 euro. A denunciarlo sono stati due imprenditori pugliesi che ogni anno, per almeno quattro-cinque anni, hanno presentato alla Regione Puglia pratiche per finanziare i consorzi industriali.
I due imprenditori, dopo aver collaborato alle indagini che oggi hanno portato all’arresto del funzionario, hanno patteggiato la pena nell’ambito di un’indagine su una presunta truffa ai danni della Regione Puglia.
Franco De Grandi – da diversi anni ritiratosi a vita privata – era un nome noto nella politica cassanese degli anni Ottanta-Novanta: consigliere comunale socialista, dell’area di Alberto Tedesco, assessore con diverse Giunte (Giorgio, Leporale) fu anche consigliere e per un paio di anni Presidente della Comunità Montana “Murgia sud-orientale”.
Dopo lo scossone politico che disarcionò l’ex sindaco Leporale, si alleò con Giuseppe Gentile e Teodoro Santorsola per disarticolare il sistema di potere leporaliano, portando Gentile al governo della città.
Nel secondo mandato di Gentile, però, cominciarono i contrasti fra la referente dell’area di De Grandi, sua cognata Mimma Busto, già assessore ai Lavori Pubblici dell’amministrazione Gentile, all’interno della maggioranza tanto che a due anni dal termine della’amministrazione, la Busto fu sfiduciata da Gentile.
Da quel momento passò all’opposizione con l’intero Partito Democratico di cui De Grandi fa parte.