TRUFFA E MAZZETTE: L’INCHIESTA ALLA REGIONE

Cinque Consorzi turistici per la promozione della Puglia (Tropicalia, Adriatic export, Penta international, Mediterranean promotion e Agorà) riconducibili agli imprenditori Walter Sisto e Francesco Morrone, a cui la Regione Puglia ha concesso, in due anni, circa 3 milioni e 750mila euro.
Sono al centro dell’indagine della Procura della Repubblica di Bari che ha coinvolto ieri Franco De Grandi, il funzionario cassanese dell’Assessorato Regionale alle Attività Produttive.
Per il sostituto procuratore Francesco Bretone, De Grandi avrebbe chiesto e ottenuto tangenti fino a 30mila euro a pratica: accusato di concussione, è stato posto agli arresti domiciliari su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari, Iolanda Carrieri.
L’indagine di Bretone nasce da una precedente inchiesta per truffa, in cui erano finiti Sisto e Morrone che hanno patteggiato la pena; un terzo, Gianluca Sisto, fratello di Walter, è stato rinviato a giudizio. Per questa vicenda giudiziaria, la Regione Puglia si era costituita “parte civile” in quanto parte lesa (Deliberazione della Giunta Regionale del 1 dicembre 2009, n. 2322).
Da quanto si apprende presso gli ambienti della Procura di Bari, sarebbero stati proprio Walter Sisto e Francesco Morrone a collaborare col pm, facendo luce sulle pressioni che avrebbero ricevuto dal funzionario regionale, al fine di avere i contributi destinati, appunto, a finanziare i consorzi che partecipavano, al fine di promuovere il turismo regionale, a fiere in tutto il mondo.
I fatti sono cominciati nel 2006 e terminati nel 2008.
In questi anni 806mila 152 euro di importi, sono stati concessi dalla Regione a Tropicalia, Adriatic export, Penta international, Mediterranean promotion e Agorà, riconducibili a Walter Sisto e Francesco Morrone. Secondo la Procura, però, i soldi sarebbero finiti nelle tasche dei due imprenditori e non per finanziare la promozione turistica della regione in fiere in tutto il mondo. Nel dettaglio, questi consorzi hanno avuto: 152mila 800 euro per la fiera di Zagreb, in Croazia; 149mila 352 euro per la fiera di Beyzit, in Turchia; 72mila euro per la fiera di Jadranski Sajam, in Montenegro; 144mila euro per il progetto “Istambul: Una porta su due mondi”; 72mila euro per il progetto ‘Terra’ in Turchia; 72mila euro per il progetto ‘Ronie Montenegro’; e altri 72mila per il progetto ‘Know how’, in Montenegro.
I cinque consorzi avrebbero dovuto avere come obiettivo l’internalizzazione delle piccole e medie imprese, ma in realtà erano fittizi, realizzati con lo scopo di ottenere i contributi regionali.
I soldi truffati alla Regione sarebbero finiti in conti esteri cioè in paradisi fiscali, quali Madeira (Portogallo) e Londra. L’equivalente in beni della somma truffata alla Regione Puglia su ordine del magistrato inquirente è stato sottoposto a sequestro preventivo: si tratta del capitale sociale della Emmeti Srl, di due edifici a Grottaglie, nel tarantino, la somma in contanti di circa 198 mila euro distribuita su tre conti correnti intestati a Sisto e a due consorzi; un’altra somma di denaro pari a 146 mila euro custodito in una cassetta di sicurezza di una banca e intestata dall’indagato e infine due orologi costosissimi di marca Rolez e Girard Perregaux.
Per tutti questi finanziamenti, avuti dietro presunte truffe, i due avrebbero pagato presunte tangenti a De Grandi.
Una volta incastrati, i due imprenditori avrebbero cominciato a collaborare, spiegando che nella vicenda un ruolo lo giocava anche De Grandi.
Secondo quanto avrebbero raccontato i due imprenditori, il funzionario regionale avrebbe indotto entrambi a pagare tangenti per avere i contributi. Il meccanismo è raccontato nelle cinquanta pagine di ordinanza di custodia cautelare. Il funzionario riceveva le richieste di finanziamento, ma concedeva gli importi decurtandoli del 70-75%. Gli imprenditori allora si recavano da De Grandi chiedendo spiegazioni e lui, tra le mura del suo ufficio, spiegava che per sbrigare la pratica era necessaria una tangente da 25-30mila euro.
Fin qui, quello raccontato dai due imprenditori indagati per truffa alla Regione Puglia.
Persone vicine a De Grandi a cui CassanoWeb ha chiesto di commentare la notizia, si sono limitate a dire che “dimostrerà la sua innocenza….si tratta di una macchinazione, ben architettata…già dalle carte viene fuori la verità, solo che la si sappia leggere”. L’ex politico cassanese è difeso dall’avvocato Michele Laforgia.