“CICCIO IL CASSANESE” E I SUOI COLORI
Cos’è la pittura? È una scrittura con il colore. Un colore che esprime le sensazioni di quell’istante, di quello squarcio di vita che vuole partorire nel mondo con l’immediatezza di un tratto.
È stato inaugurato ieri un omaggio all’artista Franco Pasquino con il fine di ricordare, insieme ai suoi familiari e amici, la grandiosità della sua produzione artistica. Produzione che era espressa da lui con le parole e con i colori e i sottesi significati simbolici che non facevano altro che estrapolare tutta la consistenza di quella che per lui era la Vita gravitante in una dimensione quasi onirica.
L’incontro è stato presieduto dal Presidente della Pro Loco cassanese che ha organizzato la mostra, Giovanni Brunelli, il critico d’arte Lello Spinelli e l’Assessore alla Cultura Pierpaola Sapienza.
“Cassano ha una grande stima verso questo artista per troppo tempo dimenticato. La Pro Loco ha voluto omaggiare Pasquino con la consulenza di Lello Spinelli e Anna Sciacovelli”. Così è stato introdotto l’evento da Giovanni Brunelli il quale apprezza con vigore l’amore intenso che traspare nelle poesie e nei dipinti dell’artista.
“Una serata di festa per l’amico Pasquino. Lascio a voi la lettura delle opere e lui questa sera, guardandoci, festeggerà con noi” asserisce il critico d’arte Spinelli.
Una serata colorata -si colorata è proprio l’aggettivo giusto- di emozioni della famiglia che era lì a guardare gli occhi e il cuore dell’artista nei quadri esposti, di ricordi di amici che in un modo o nell’altro hanno conosciuto il suo buon cuore, di gente che conosceva Pasquino detto “Ciccio il cassanese” per la prima volta. La descrizione che è stata fatta dell’artista è stata così tanto realistica che è stato come riportarlo in vita e averlo lì seduto tra noi.
L’amico Donato si augura che a Ciccio venga dato qualche riconoscimento morale, Enza Luiso ci delizia di parte della poesia dell’artista in vernacolo, Massimo Nardi che non conoscendo prima di quel momento le opere di Pasquino le giudica esempio di vita e innovazione, l’editore Nicola Surico che racconta quando da bambino lo conobbe e di come lui abbia vissuto da dietro la sua produzione letteraria, la nipote Patrizia che con la voce piena d’emozione scruta i quadri e guardarli non fanno altro che provocarle sensazioni positive. A lei come a tutto il resto degli uditori a quanto pare, dati gli intensi applausi.
“Merita di entrare nella toponomastica cassanese” asserisce Lello Spinelli. “Lo comunicherò al Sindaco al più presto” risponde l’Assessore Sapienza.
L’incontro si conclude così, con dei meravigliosi quadri che coloravano quel palazzo insito di storia. Una storia che deve essere ripresa, commemorata e riportata in vita soprattutto quando il riesumare il passato può portare a parlare di artisti del genere.
“Nel secondo appuntamento, il prossimo 17 luglio,” conclude Brunelli “si darà vita ad un Pasquino poeta con le letture di Peppino Paciolla”.
La mostra resterà aperta, presso il Palazzo “Miani-Perotti” sino al 25 luglio dalle 9 alle 12.30 e dalle 17 alle 20.30.