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GARDEN VILLAGE: “CERCASI UN FINE” RINUNCIA AL PROGETTO

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L’associazione “Cercasi un fine” rinuncia al “Garden Village” e all’idea di costruire su 10 delle 17 villette confiscate su via Mercadante la “Casa della Convivialità”.

Dopo il duro scambio di accuse fra Amministrazione Di Medio e l’associazione presieduta da Pino Greco, quest’ultima ha deciso di proseguire altrove l’esperienza di un progetto che unisca solidarietà e formazione: lo farà presso l’ex Ospedale Miulli a Collone, grazie ad un comodato gratuito della durata di vent’anni con l’Ente Ecclesiastico  Ospedale “F. Miulli” finalizzato alla ristrutturazione e utilizzo di due piani del complesso.

Questo  accordo – spiega l’Associazione – è  stato  possibile  grazie  alla  disponibilità  di  Mons.  Mario  Paciello,  Governatore  dell’Ente  Ecclesiastico nonché  Arcivescovo  della  Diocesi  di  Acquaviva-Gravina-Altamura e di Mons. Domenico Laddaga, suo delegato”.

La “triste vicenda”, come la stessa associazione definisce la diatriba sull’ex villaggio turistico di via Mercadante, si chiude, da parte di “Cercasi un fine”, con la ricostruzione della lunga cronistoria (la leggete qui sotto) che negli ultimi 18 mesi l’ha contrapposta all’Amministrazione comunale cassanese fino alla rinuncia, da parte del sindaco Di Medio, del finanziamento da 1 milione di euro messo a disposizione dal Ministero dell’Interno per cominciare la ristrutturazione; accusa sempre respinta da parte del sindaco che ha parlato di “prudenza amministrativa” visti due ricorsi ancora pendenti sul complesso, uno presso la Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo da parte del costruttore Varvara e uno presso il TAR di Bari da parte della Lipu Puglia e del Partito Democratico di Cassano.

Nella lettera, fra l’altro si fa notare come l’Associazione abbia cercato altre soluzioni sul territorio cassanese, anche queste osteggiate dal Comune: da qui l’addio definitivo al progetto da realizzarsi su questo territorio.

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