“MAFIA PULITA”: UN CAMMINO PER RENDERE LIBERA LA SOCIETÀ
“La giustizia appartiene a tutti quanti noi, e ogni popolo ha la giustizia che si merita”. Esordisce ispirandosi a Machiavelli, Antonio Laudati, Procuratore Capo delle Repubblica di Bari, durante la “conversazione” di mercoledì con i ragazzi del liceo Leonardo-Platone di Cassano, in occasione della quale ha presentato l’ultima opera letteraria “Mafia pulita” scritta con la collaborazione di Elio Veltri e edita da Longanesi.
Cosa significa ricercare la giustizia? Educare verso valori sani, quali la legalità e il rispetto prima di tutto nei confronti di se stessi, facendo prevalere al timore, origine di atteggiamenti omertosi , il proprio coraggio, ovvero quel coraggio di raccontare, come concretizzazione di un dovere proprio, indispensabile da parte dell’ individuo per difendere la propria coscienza. In questo modo, pur a costo di sfidare la solitudine e la non condivisione del mondo che lo circonda, ogni cittadino può dirsi libero, può muovere il primo degli innumerevoli passi verso la legalità organizzata. Certamente è un cammino lungo e pieno di ostacoli quello che si estende dinanzi a questa società profondamente lacerata al suo interno, che oggi più che mai sta attraversando un periodo cupo, ricco di tensioni e incertezze sotto ogni prospettiva. Ma non impossibile. Un respiro di ottimismo è evidente nelle parole intense e dunque rassicuranti di Isabella Ginefra, Pubblico Ministero e di Stefano Fumarulo, Responsabile agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata, anch’essi intervenuti con entusiasmo nel dibattito sulla mafia. Attraverso aneddoti tratti dalle proprie esperienze professionali, i relatori hanno incoraggiato i ragazzi a credere nella giustizia, per soffocare il silenzio, l’indifferenza e l’intimidazione che convive e condiziona la società. Solo in tal modo è possibile costruire un sistema adeguatamente progettato, di forte impatto contro le organizzazioni criminali disseminate e collegate tra loro attraverso una fitta rete che si estende ormai a livello globale, che sfruttano come prime risorse i giovani e la cultura con l’obiettivo di incentivare la propria sete di potere.
Allora, che si faccia questo primo importante passo, che sia determinante non per rendere la “mafia pulita”, ma il Paese pulito dalla mafia.