PARCO EOLICO: QUALE AIUTO DAL REGOLAMENTO REGIONALE?
Quasi nessun aiuto dal nuovo Regolamento della Regione Puglia sull’insediamento di impianti da fonti rinnovabili, potrà arrivare a Cassano a proposito del progetto Parco Eolico.
L’impianto che l’Enel Green Power vuole costruire nel nostro territorio sorgerà, infatti, in una zona nella quale praticamente non esistono vincoli, almeno ad una lettura sommaria e non tecnica del Regolamento.
La Regione Puglia nel mettere a punto le nuove Linee Guida che valgono dal 1 gennaio 2011 ha prevista una lunga serie di criteri che puntano ad escludere o a rendere molto difficoltoso l’insediamento in determinate zone della regione.
I nuovi impianti, dunque non potranno sorgere nelle Aree Protette Nazionali come ad esempio il Parco dell’Alta Murgia ma la zona scelta dall’Enel non rientra nell’area Parco; nelle Aree Protette Regionali e nelle Zone Umide Ramsar (men che meno per Cassano); nei SIC ovvero i Siti di Importanza Comunitaria e nelle ZPS, Zona di Protezione Speciale ma nessuna area fra la via vecchia di Acquaviva e via Bitetto è zona SIC.
Cassano, poi, non è un sito Unesco (in Puglia solo Alberobello e Castel del Monte lo sono); l’area di insediamento non ha beni culturali, non ha “notevole interesse pubblico” mentre le “aree tutelale per legge” sono considerate quelle costiere, nei pressi di laghi, dei fiumi e dei corsi d’acqua né, in quella zona, ci sono boschi o zone archeologiche.
Fa parte – ma non completamente – di un IBA (Important Birds Area) almeno per quel che riguarda le rotte del Falco Grillaio ma questo potrebbe avere valore per sottoporre a VIA l’impianto, difficilmente per non crearlo.
Da escludere anche la presenza di Grotte visto che di rilevanti, nella zona dove insisteranno le pale, non ve ne sono; il terreno, poi, è pianeggiante dunque senza lame né gravine.
Uno spiraglio potrebbe derivare dalla protezione alla zone coltivate con prodotti DOC e questo potrebbe essere il caso del vitigno “Gioia del Colle” ma sicuramente non in tutta l’area cassanese interessata dal progetto insiste la coltivazione di questa pregiata uva.
Forse potrebbe essere un’area a “pericolosità idraulica” oppure a “pericolosità geomorfologia” nel quale caso, però, non si esclude la presenza di impianti ma che gli stessi non costituiscano aumento della pericolosità oltre a tutta una serie di prescrizioni.
A questo proposito sembra alquanto strano come vengano “protette” diverse aree che dalle Murge scendono fino al mare e che riguardano i comuni di Modugno, Bitonto, Palo del Colle, Bitetto,
Binetto, Triggiano, Noicattaro, Rutigliano, Mola di Bari ma che non comprendono Cassano: se quest’ultima fosse stata inserita, si sarebbe forse potuto evitare il progetto dell’Enel.
Da valutare, infine, la presenza o meno di “tratturi” ricadenti nel sistema regionale.
C’è, dunque, qualcosa che si potrebbe fare per scongiurare il Progetto: non è molto e i tempi sono stretti (mancano sette giorni al 10 gennaio) ma il lavoro congiunto dei volontari del Comitato Cittadino e degli esperti del Comune potrebbe portare a frutti inaspettati.
A muoversi, adesso, dovrà essere l’Amministrazione Comunale: rompa ogni indugio e convochi celermente associazioni, esperti e chiunque possa – progetto alla mano – dare un seguito a ciò che la Regione ha previsto, in un confronto serrato con i tecnici comunali.
Non c’è tempo per fare altro.