FOIBE: DAL LICEO UNA TARDIVA E BRUTTA PEZZA

Dal movimento “Giovanidee” riceviamo e pubblichiamo una nota dopo l’articolo di Rossella Amatulli su CassanoWeb nel quale si spiegavano le iniziative del Liceo, accusato da “Giovanidee” di non aver programmato nulla per ricordare i martiri delle Foibe.
E’ utili specificare, comunque, che Rossella Amatulli è una redattrice di CassanoWeb e le notizie da lei raccolte presso il Liceo rappresentano il suo lavoro; non si tratta, dunque, di una posizione ufficiale del Liceo cassanese che – occorre dirlo – questa testata giornalistica ha chiesto senza averne risposta.
La sig.na Amatulli non ha, dunque, nascosto alcuna verità ne messo alcuna “pezza”: ha semplicemente, da buona cronista, dato conto di quel che succede presso la scuola, riportandolo in un articolo. Ed esprimendo, poi, come è suo diritto, alcune idee sull’argomento.
Non sappiamo quanta ufficialità ci sia nella libera interpretazione dell’articolo di Rossella Amatulli a proposito di Foibe e Liceo di Cassano. Una cosa è certa: nell’istituto superiore cassanese, non c’è un solo giorno esplicitamente dedicato al ricordo delle foibe che, per Legge, è celebrato il 10 febbraio di ogni anno.
L’estensore dell’articolo parla genericamente di una rappresentazione teatrale a cura dei liceali dal titolo “Ipazia”, liberamente tratto dal romanzo IPAZIA MUORE di Maria Moneti Cadignola, che dovrebbe diffondere il messaggio della tolleranza religiosa su cui campeggia il tema della pace. E cosa c’entra tutto questo con le Foibe? E perché la rappresentazione si terrà il 16 febbraio?
Gentile Rossella, non si avventuri in voli acrobatici e pindarici per nascondere l’ennesima verità! Quale? Che il Liceo non ha un solo evento in programma per le Foibe. Né può bastare l’inviare una classe ad una manifestazione sulle foibe per lavare la coscienza di “aver parlato e dibattuto sulle foibe”. Ci vuole ben altro! Se poi il Liceo si ravvede e invia una rappresentanza per la manifestazione cittadina del 12 febbraio, questo è solamente un DOVERE, non una concessione. Avete entrambi messo una pezza, ma i punti si vedono tutti, e come!
Altrimenti alla definizione di un liceo sordo e muto, dovremo aggiungere anche cieco (finto) per non voler vedere e, soprattutto, rivedere la Storia con la quale, prima o poi, anche i docenti più restii, dovranno fare i conti.
L’augurio? Che non segua, adesso, nessuna polemica, ma una serie presa di coscienza affinché il prestigioso Liceo Cassanese, cominci già da subito a pensare come organizzare seriamente e degnamente il prossimo 10 febbraio, magari con un viaggio nei luoghi che non hanno mai dimenticato e continuano a credere in un’Italia unita.
Giacché ci vuole del tempo, una raccomandazione è d’obbligo: ricordare!