STASERA GIORDANO PRESENTA “IL BANDITO SERVODIO”
La tragica epopea del bandito Vito (Vituccio per i compaesani) Servodio, nel nuovo libro di Antonio Giordano, che per la prima volta narra – documenti alla mano – le “gesta” e la vita di questa leggendaria (nel bene e nel male) figura cassanese.
Il libro sarà presentato GIOVEDI’ 31 MARZO ALLE ORE 18.00 PRESSO LA SALA CONSILIARE (piazza Rossani) nell’ambito delle manifestazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, alla presenza dell’autore.
Quella narrata dallo storiografo cassanese è una storia accaduta ai primi del ‘900 in una Cassano dominata da “smanie di potere, ingordigia del pubblico denaro, fazioni ostili, partigiane ed invadenti le pubbliche amministrazioni e poi gli odi privati, i vecchi rancori di famiglie, le vendette subite, i giudizi annosi”, scrive l’autore citando una memoria difensiva di un processo, uno di quelli celebrati nelle Corti d’Assise e in Cassazione che videro come imputati un nutrito gruppo di persone con una quarantina di testimoni.
Protagonista indiscusso Vituccio Servodio insieme ai suoi zii di parte materna e poi professionisti, commercianti ed artigiani; avverse fazioni politiche ed interessi che ruotavano intorno alla Pubblica Amministrazione e alle Opere Pie. Su tutto, un interrogativo: perché in così giovane età Vito Servodio si macchiò di così gravi delitti? E’ da ritenerlo un bandito-assassino per vocazione, per indole o furono le circostanze, la società del tempo ad alimentare in lui la tendenza a delinquere? Lo storico e docente universitario, Antonio Giordano, nel suo interessante lavoro si è servito, per la prima volta, degli atti processuali e dunque una risposta in merito riesce a fornirla, chiarendo diversi aspetti di una vicenda di per sé sostanzialmente intrisa di oscuri contenuti. La vicenda fino ad ora era affidata ai “sentito dire”, con notizie incerte e frammentarie ma l’opera “Il bandito Servodio” (Messaggi Edizioni) accende il faro della storia e della certezza documentale e testimoniale, laddove fin’ora vi erano contorni fantasiosi e vaghi, notizie tramandate da una generazione all’altra, con il beneficio dell’opinabilità e della incertezza. Un libro per certi versi attuale, che sottopone all’attenzione del lettore la perenne lotta per la conquista del potere, delle ricchezze, della sopraffazione dell’uomo sull’altro uomo.“
