PINACOTECA, L’AMMINISTRAZIONE CI CREDE
Sorgerà una Pinacoteca a Cassano, un vero e proprio luogo d’arte dove saranno conservati i pochi ma mirabili pezzi artistici che il talento pittorico dei nostri avi ha saputo produrre nei secoli, oggi dispersi in diversi luoghi.
L’iniziativa è dell’Assessore alla Cultura, Pierpaola Sapienza che ha proposto alla Giunta Comunale – che ha accettato – la creazione di una Pinacoteca Comunale che sorgerà in alcuni dei nuovi locali restaurati presso il Palazzo “Miani-Perotti” e utilizzando i risparmi ottenuti proprio dalle operazioni di restauro costate complessivamente poco meno di 700mila euro. Da quella somma (integralmente finanziata nel 2005 dallo Stato Italiano) sono avanzati poco più di 45mila euro che l’Assessore Sapienza ha voluto destinare alla creazione di una Pinacoteca che nelle volontà degli amministratori sarà dedicata a tre indimenticate figure della storia di Cassano: lo storico Nicola Alessandrelli, l’Arciprete don Battista Armienti e il pittore e poeta Franco “Ciccio” Pasquino “per doveroso e tangibile riconoscimento al loro distinto operato nel campo della cultura e dell’arte – spiega la Sapienza – che ha dato lustro a Cassano”.
La Pinacoteca, dunque, completerà l’offerta di fruizione culturale del Palazzo che già racchiude la Biblioteca Civica, una sala conferenze che all’occorrenza diventa sala mostre, una sala lettura e l’Ufficio Turistico: essa custodirà, tra le altre, alcune opere custodite proprio da don Battista Armienti e risalenti al 1700-1800, riscoperte e restaurate su iniziativa dell’Associazione “Amici di Tutti” con il contributo di tanti generosi benefattori cassanesi.
A questo punto è riportare a Cassano anche il “Polittico” che anni addietro era custodito presso il Convento “Santa Maria degli Angeli”, oggi conservato presso la Pinacoteca Provinciale di Bari, un pezzo che darebbe pregio e prestigio all’intera collezione. Si tratta di in’opera su tavola con Madonna delle Grazie ed altri cinque Santi datato tra la fine del 1400 e l’ inizio del 1500, attribuito a Cristoforo da Lendinara. Fino ad ora la Pinacoteca ha sempre rifiutato la restituzione dell’opera per scarse condizioni di sicurezza, presso il Santuario. Ma con la realizzazione della Pinacoteca, tutto cambia.