Cronaca

ANCORA AMIANTO: A QUANDO I CONTROLLI?

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Ancora amianto sotto forma di lastre di Eternit, nel territorio di Cassano. Questa volta il luogo dell’abbandono non sono le campagne o le Murge o la Foresta di Mercadante ma una trafficata strada del nostro paese, via Sant’Antonio Abate, a pochi passi dai campetti di calcio dove quasi ogni giorno ragazzi e bambini vanno a giocare e divertirsi.

Le lastre, che vedete nella foto, sono lì da martedì scorso – secondo quanto segnalatoci da alcuni abitanti della zona – e del fatto sono stati avvisati già Polizia Municipale e Comune che a loro volta hanno allertato la “Tradeco-Murgia Servizi Ecologici” per provvedere alla rimozione e smaltimento. Operazione che evidentemente richiede diversi giorni: nel frattempo il rischio incombe visto che le lastre sono in cattivo stato di conservazione e possono rilasciare fibre che, com’è noto, sono pericolose per la salute dell’uomo.

 

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Ma al di là dell’immediata bonifica del luogo, occorre chiedersi il perchè non vengono fatte (o se vengono fatte, non se ne ha notizia) alcune semplici operazioni di controllo.

Nel 2005 su impulso dell’ASL fu svolto sul territorio cassanese – come in altri comuni – un Censimento della presenza di lastre o altri manufatti in amianto: ogni cittadino doveva denunciare la presenza di tali “prodotti” presso la propria abitazione o proprietà.

A che serviva tale censimento?

Lo si comprende, tra le altre cose, proprio oggi: a verificare se ad anni di distanza chi ha denunciato all’epoca la presenza di manufatti in amianto ne è ancora in possesso o meno. Basterebbe, cioè, andare a verificare se tutti coloro che hanno risposto al censimento,  oggi sono ancora in possesso di quei manufatti o, in caso contrario, devono poter dimostrare – documenti alla mano – dove li hanno smaltiti. In caso contrario, dovrebbero scattare pesanti sanzioni.

Che ci vuole a far fare un controllo dalla Polizia Municipale? Che cosa costa al Comune fare un pò di verifiche?

Certo, forse non si risolverebbe tutto il problema ma qualcuno comincerebbe a pensarci due volte prima di attentare alla salute dei suoi concittadini, buttando come fossero normali rifiuti questi manufatti; tra l’altro facendo sopportare a tutta la collettività un costo economico non indifferente.

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