CENTRALE A BIOMASSE, SE NE DISCUTE COI CONSIGLIERI
Rami di ulivo potati, prodotti derivanti dallo scarto di coltivazioni vegetali raccolti entro un raggio di 70 chilometri. Sarà questo il “combustibile” per la centrale a biomasse che il Gruppo Industriale TRE (Tozzi Renewable Energy SpA) di Mezzano, Ravenna vorrebbe costruire a Cassano, sulla via di Bitetto, a meno di tre chilometri dal paese.
I responsabili dell’azienda hanno illustrato questa sera ai consiglieri comunali la loro idea che non è ancora un progetto: lo diventerà, hanno spiegato, se la classe politico-amministrativa, le associazioni di categoria e i cittadini accetteranno l’idea.
Sul tavolo vi sono investimenti per 50 milioni di euro, trenta persone occupate direttamente nell’impianto e una cinquantina di nuovi posti di lavoro per l’indotto che si vengono a creare.
Gli amministratori di maggioranza e opposizione hanno chiesto di approfondire la questione: innanzitutto cercando di comprendere che impatto potrebbe avere sull’ambiente e sul territorio un insediamento del genere, quindi le garanzie ambientali che il Gruppo ravennate offrirebbe.
La conclusione a cui per il momento si è giunti è che si faccia un incontro con le associazioni di agricoltori e coltivatori che dovranno essere i primi fornitori di materia prima per l’impianto, ovviamente non solo cassanesi. Successivamente si approfondiranno alcune tematiche.
A tutti, comunque, è sembrato positivo e corretto che l’azienda abbia chiesto al territorio ed ai suoi amministratori di confrontarsi sull’idea senza far calare dall’alto – come nel caso del Parco Eolico della Green Power – il progetto bell’e pronto.