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ZULLO: IL COMUNE NE’ BANCOMAT NÈ ASSOLUTISMO

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Dal Presidente del Consiglio Comunale, Ignazio Zullo riceviamo e pubblichiamo.

 

Leggo molti commenti che accendono un faro sul programma elettorale presentato agli elettori, su promesse non mantenute, su lampadine spente e così via.

Potrei banalizzare o magari sorvolare introitando l’idea che tanto sono commenti anonimi o meglio scritti dai diretti interessati ma sotto mentite spoglie. Ma sarebbe un errore nel quale  non voglio incorrere perché ritengo che ogni critica ha in sé una parte del giusto e del vero.

C’è una parte di giusto e di vero nell’Assessore Sapienza così come nella delusione delle Associazioni. Il compito che ci tocca, come amministratori, come classe dirigente e come innamorati di Cassano non è quello di tifare per l’una o per le altre ma quello di mettere insieme quella parte di giusto e di vero che c’è nell’una e nelle altre.

In campagna elettorale così come in molti miei discorsi ho introdotto il concetto di “sussidiarietà” in una P.A. che deve sempre di più fare i conti con ristrettezze di bilancio.

E’ intorno al concetto di sussidiarietà che dobbiamo unire quella parte di vero e giusto che c’è nell’Assessore e nelle Associazioni.

Per secoli le istituzioni amministrative, e più in generale lo stesso Stato moderno, sono state costruite sul presupposto della minorità della società civile, sulla necessità di una funzione “paterna” delle istituzioni stesse, sul pregiudizio consistente nel considerare i cittadini destinatari e mai partecipi dell’agire collettivo, soggetti cui risolvere problemi e non risorse da utilizzare in vista del bene comune.

La sussidiarietà ribalta del tutto questa prospettiva; costringe a prendere atto delle mille occasioni nelle quali cittadini e gruppi sociali sono detentori di informazioni e risorse che il settore pubblico non possiede e che possono essere finalizzate al bene comune; sfrutta la disponibilità degli stessi a farsi carico di azioni che possono far diminuire il carico operativo delle amministrazioni; ne valorizza il ruolo al duplice scopo di ridurre i costi per la collettività dei servizi di interesse collettivo, ma soprattutto di innalzarne, al contempo, la qualità. Di questo ne devono prendere atto tutti gli amministratori acquisendo coscienza di un nuovo ruolo dei poteri pubblici nell’età della governance; un ruolo di orientamento e indirizzo dell’azione dei diversi attori sociali dell’espletamento di ogni attività di interesse collettivo, piuttosto che di gestione di specifiche “utilità pubbliche”.

Sono certo che l’Amministrazione Di Medio non ha voluto gestire “utilità pubbliche” ma non basta che sia io o che sia il Sindaco o l’Assessore a certificare la “correttezza amministrativa”. Il Pubblico Amministratore non può oggi limitarsi alla corretta azione amministrativa ma ha un compito ancora più gravoso che è quello di agire correttamente e far percepire alla collettività che ha agito correttamente.

In questa Estate Cassanese è mancato questo passaggio e noi amministratori dobbiamo colmare questo vulnus, dobbiamo rendere conto in maniera limpida e cristallina la correttezza del nostro operato e accrescere la percezione del buon andamento della P.A. da parte del cittadino.

Non possono i disguidi, i malintesi, la fisiologica contrapposizione politica e ideologica, il ruolo di sindacato ispettivo dei consiglieri comunali dividere ma devono unire. Unire per contribuire alla crescita.

C’è un’estate cassanese che ci attende e che ci dà tempo e spazio per chiarimenti e per ripensamenti ed è tempo che richiede cooperazione piuttosto che competizione.

Lucia Siciliano ci ha insegnato che “con l’odio non si costruisce mai nulla” e mi auguro che gli Amici del Teatro continuino ad essere amici di Cassano come Cassano li sente propri amici come gli scroscianti applausi che coronano le loro rappresentazioni testimoniano e, nel pensiero di quel calore, ci ripensino e che il loro ripensamento sia emulato dall’UTE e da altri.

Ovviamente tutto questo all’interno di un rinnovato dialogo e un più equilibrato rapporto tra chi ha in mano il Governo della città e il tessuto associativo che ci circonda.

 

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