CARO BABBO NATALE….UN LETTORE SCRIVE….

Caro papà Natale,
torno a scriverti ancora una volta, come quando ero bambino, come quando tu eri vivo e reale per me ed io credevo in Te e nel tuo messaggio d’augurio.
Mi ricordo sai, la notte di Natale aspettavo il Tuo arrivo, forse un po’ impaurito, ma trepidante e attento ad ogni minimo rumore che tradisse la tua presenza. Ma la neve attutiva persino il suono della tua slitta, così che solo il silenzio ti era amico e quasi complice mentre Tu ,sorridente posavi i tuoi doni e scivolavi via, di nuovo nella notte, verso altri camini.
Quanti anni sono passati da allora…quanti mutamenti e quante svolte ci sono state nella mia vita, da allora… Adesso mi chiedo perché ho smesso un giorno di scriverti quando Tu invece, non hai mai smesso un solo istante di esistere. Chissà, forse ho pensato di essere divenuto grande che Papà Natele fosse una stupida invenzione creata per ingannare i bambini e per illuderli, nel tempo del loro gioco. Ho creduto allora, che siccome non eri “reale”, nemmeno potevi esistere. E non riuscivo a comprendere ancora che Tu, pur se immaginario, potevi essere come sei, più reale di qualsiasi altro uomo vivente.
Non ho rimpianti oggi, se un giorno ho deciso di essere divenuto grande e di poter rinunciare a Te; non ho rimpianti perché quel giorno non ti stavo dicendo addio ma arrivederci.
Mi chiedo se quel tempo che siamo stati lontani ha cessato di scorrere per me, il giorno che ti ho voltato le spalle; e se è tornato a fluire ora più intensamente per ricominciare il nostro antico legame su nuove consapevolezze.
Ecco perché sono tornato ascriverti oggi; ecco perché ho di nuovo voglia di giocare in questo tempo della vita. Tu mi hai insegnato che niente e nessuno, né io, né tutta la mia”cultura”, hanno potuto impedirti di vivere e di continuare ad esistere per chiunque volesse credere in Te.
Tu sopravvivi a Tutto e a Tutti; sei in ogni tempo ed in ogni spazio; sopravvivi al dolore e alla sofferenza e sopravvivi ai fatti della vita, perché porti in te il senso stesso della vita e la gioia di viverla.
Ecco il tuo dono più grande, quello che Tu non ti sei mai stancato di dare, con umiltà e amore, senza mai chiedere nulla in cambio.
Non è il contenuto del sacco che ti porti appresso, a contare,come non è l’oggetto materiale del regalo, a significare;ma sei Tu, Papà Natale. Perché Tu hai dato sempre te stesso e ciò che hai lo dai: TUTTO,tanto o poco che sia, a TUTTI, senza distinzione, tra bello e brutto, tra povero e ricco, tra buono e cattivo; perché TU SAI E INSEGNI che ognuno dentro di sé è degno di ricevere.
Così io ora aspetto di nuovo il tuo ritorno; e so che non mancherai alla mia attesa, perchè ogni anno sotto la stessa candida e soffice neve, con la slitta e il sacco ti presenti, a te stesso e al mondo che ti aspetta. E se quel mondo è un mondo fatto solo di bambini, sta a noi “ Uomini grandi”, tornare a vederti con gli occhi di allora; sta a noi tornare bambini per poterti di nuovo comprendere e amare; per tornare a scriverti ed ad attenderti, per tornare a credere in te…
E finalmente gioire nel ricevere il tuo dono D’AMORE.
Auguri, Luciano.