Cultura

INSEGNARE LA STORIA PER “EMOZIONARE”

via sanges 1

 

Quando ho accettato l’invito, fattomi dall’Associazione Amici della biblioteca, di far parte del loro progetto di visite guidate per le classi IV Elementari, mi si è presentato subito il problema di come pormi nei confronti di questo nuovo e particolarissimo pubblico. Per me si sarebbe trattato di una novità assoluta: rendere coinvolgente una lezioncina sulla storia di Cassano, entro i rigidi paletti di tempo e di spazio concessi, per dei bambini di nove anni; per i “nostri” bambini di nove anni, notoriamente smaliziati, avezzi a certi ritmi, iper-tecnologicizzati e sempre più coinvolti in mille attività, che sempre meno spazio lasciano al gioco, alla meraviglia, alla sorpresa.

Ho fatto perciò tesoro dei preziosissimi consigli ricevuti (o carpiti) dal Professor Musella e dalle Prefessoresse Iurilli, Di Ceglie e Cagnazzo, che hanno curato la parte “indoor” del progetto. Ciascuna scolaresca, infatti, è stata suddivisa in due gruppi, che si sono alternati in una visita guidata all’interno della Biblioteca e all’esterno, nel centro storico del paese.

Un’esperienza vissuta come una scommessa; ho infatti scommesso, sin dal primo giorno, sul fatto che certe emozioni, certi stati d’animo, non potessero essere mai del tutto scomparsi nei bambini; e che bastasse sollecitarli a dovere, per vederli magicamente riapparire.

La prima, grande, gratificazione quindi, l’ho avuta proprio constatando che certe preziosissime peculiarità sono ancora lì, intatte ed evidenti.

Mi sono presentato a loro come colui che è in possesso di un magico dono: poter parlare con le pietre; ad ogni inizio, caratterizzato da ilarità e incredulità, è subito seguita una attenta partecipazione, quando ho detto loro che gli avrei raccontato storie che nessuno, tranne appunto le pietre, sapeva, e che, tramite queste storie, avremmo fatto un “viaggio nel tempo” nei nostri luoghi.

Un semplice giro attorno alla Chiesa Madre, è quindi diventato il palcoscenico mobile, sul quale tante storie sono state rappresentate: il misterioso casato dei Sanges; la vecchia Chiesa, buia e pericolante; via Miani, sorta sul camposanto di quella chiesa; la piazza, così diversa da come oggi ci appare, con la Torre e la chiesa di San Nicola; la cripta del Crocifisso, vera e propria culla della nostra civiltà di cassanesi; le pietre e le incisioni lungo la fiancate delle chiese.

Sempre meno scettici, sempre meno distratti, bensì sempre più coinvolti ed interessati, i bambini mi hanno ogni volta confermato quanto bisogno ancora sentano di qualcuno che racconti loro delle storie; che parli con loro, che risponda alle loro domande.

A volte, districarsi in quelle selve di ditini alzati, ha richiesto delle pause forzate al nostro “viaggio”, fatte di descrizioni della vita quotidiana e di come la vivessero i nostri avi. La mancanza di luce elettrica, di acqua e fogna, perfino delle strade pavimentate; le porte del paese chiuse a una certa ora: dapprima a fatica, ma poi con crescente immedesimazione, hanno provato anche loro ad immaginarsi bambini nella Cassano dei secoli passati.

Un viaggio, il nostro, piccolo nello spazio, ma lunghissimo nel tempo, alla fine del quale, tornati al punto di partenza, ho confessato d’aver detto una piccola bugia: non dalle pietre avevo appreso quei segreti, ma dai libri; dai libri custoditi proprio in quella biblioteca dalla quale erano usciti o nella quale stavano per entrare, o in altre, simili a quella, sparse per paesi e città.

Nei loro volti, nei loro sguardi, nelle loro richieste di nuovi incontri, c’è stato, infine, il premio più bello e gratificante: la certezza d’aver donato loro l’occasione di uno sguardo sulle cose, avvincente e diverso dal solito; magari un “seme” che un giorno possa produrre un interesse più grande di una semplice curiosità, magari una passione.

Davvero il modo migliore di spendere una mattinata.

Un “grazie” a tutti i partecipanti, docenti, alunni e accompagnatori, e chissà…forse un arrivederci!

 

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