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Rifiuti: la Tradeco non risponde all’Ordinanza del Sindaco

sindaco e Antelmi

 

Il 17 febbraio (dopodomani, venerdì) scade il contratto tra il Comune di Cassano e la “Tradeco-Murgia Servizi Ecologici”, l’Associazione Temporanea di Impresa (ATI) che dal 2004 gestisce sul nostro territorio la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.

All’ATI, il sindaco Maria Pia Di Medio ha ordinato di proseguire il servizio, alle stesse condizioni contrattuali, fino a quando la gara d’appalto per individuare il nuovo gestore sarà conclusa. Una condizione posta all’interno del contratto stipulato, nel 2004, tra l’ATI e il Comune.

A quella Ordinanza, la Tradeco di Altamura (che detiene il 90% dell’ATI) non ha risposto e dunque tra poco meno di due giorni si rischia il caos-rifiuti per le strade del paese.

La conferma alla notizia raccolta, l’abbiamo chiesta direttamente al sindaco Di Medio nel corso di una intervista sul presunto ritardo nell’avvio della gara, intervista che potrete leggere integralmente sul numero in edicola, da venerdì, del settimanale “La voce del paese”. Ma per la gravità dei contenuti, abbiamo deciso di anticipare questa parte del colloquio col primo cittadino.

Sindaco, a due giorni dalla scadenza del contratto-rifiuti con l’ATI “Tradeco-Murgia Servizi Ecologici”, che risposte ci sono sulla base della sua Ordinanza?

Nessuna risposta.

Cioè la Tradeco non risponde ad un atto ufficiale del Comune di Cassano?

Proprio così. E vi racconto com’è andata. Diverse settimane fa il Comune ha scritto una lettera alla Tradeco, spiegando che i tempi tecnici per indire la nuova gara e assegnare l’appalto sarebbero andati al di là del 17 febbraio e dunque, da contratto, è stato fatto presente che il servizio sarebbe andato in proroga.

Li avvisavate, insomma…

Esatto. Seppure questa possibilità c’è già sul contratto….ma meglio essere prudenti.

La proroga sarebbe stata data sempre alle medesime condizioni economiche?

Non un euro in più. D’altra parte è così che il contratto dice. Ma la Tradeco ci ha risposto che non ci stavano a quelle condizioni.

Volevano più soldi?

Esatto. Una specie di contributo aggiuntivo poiché le condizioni sono cambiate. Basti pensare all’incremento del prezzo del gasolio, il cui costo non è certo quello di quattro anni fa.

Lei accettato queste condizioni?

Anche volendo – e non lo voglio, visto che il servizio offerto è pessimo – non potrei: il contratto non lo prevede. E non è certo il sindaco o il Comune che può decidere incrementi o rimborsi che il contratto non prevede.

A quel punto cosa ha detto la Tradeco?

Ci ha risposto che a quelle condizioni, finito il contratto, il servizio si riteneva concluso. E dopo diversi nuovi approcci ho deciso per l’Ordinanza.

Cioè lei ha obbligato la ditta a proseguire, alle stesse condizioni contrattuali, il servizio di raccolta rifiuti.

Certo

Ma allora a che serve la risposta della Tradeco?

L’ATI deve prendere atto dell’Ordinanza e organizzarsi in modo tale da proseguire il servizio, cosa che fin’ora (alle ore 13.00 di mercoledì 15 febbraio, NdR) non ha fatto. Non ci ha comunicato nulla. Nessuna spiegazione. Per loro il 17 si chiude e basta.

Rischiamo i rifiuti per le strade?

Ho fatto e farò tutto il possibile perché ciò non avvenga.

Qual è, allora il “piano B”?

Non si tratto di un piano alternativo ma di precisi passi codificati e decisi dalla Legge in materia che noi, con gli Uffici e il personale, stiamo osservando alla lettera.

Cosa succederà, dunque, sabato 18 febbraio se la Tradeco non dovesse dar seguito alla sua Ordinanza?

Innanzitutto ci sarà un nuovo sollecito, nelle forme che vedremo. Poi avviseremo della questione il Prefetto di Bari che potrà, valutata la situazione, autorizzare il Comune a individuare sul mercato una nuova ditta per incaricarla della raccolta dei rifiuti.

E nei confronti della Tradeco, che succederà?

La porteremo in Tribunale, ancora una volta. Dovrà ripagare tutti del danno che la città potrebbe subire.

Ma intanto passeranno giorni con rifiuti per strada, cassonetti ricolmi, caos in stile “vecchia napoli”….

Quando si ha a che fare con ditte che non rispettano il contratto, e in questi due anni e mezzo ce ne siamo resi conto più di una volta, sono cose che succedono.

 

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