Cronaca

Smantellata banda barese: colpì anche a Cassano

polizia 2

 

Con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata ai furti sono stati arrestati dagli agenti della Squadra Mobile di Bari (su ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, emessa dal Gip del Tribunale di Bari, su richiesta del­la Procura): Vincenzo De Noja, 39 anni, ritenuto il capo dell’organizzazione; Christian Giorgio Buontempo, 30; Pietro Piscotti, 51; Giuseppe Pascazio, 56; Giorgio De Toma, 27; Beniamo Misceo, 30; Luigi Zaccaria, 50. Tutti con precedenti specifici, accusati di associazione per delinquere finalizzata ai furti. Nell’ambito della stessa inchiesta gli agenti hanno notificato una misura di obbligo di dimora nei confronti di altre quattro persone appartenenti alla stessa organizzazione.

L’inchiesta che ha portato a sgominare una pericola organizzazione dedita ai furti nelle aziende non solo pugliesi, ma anche di fuori regione, prende le mosse, nel luglio del 2008, dalla coraggiosa denuncia di un imprenditore edile di Gravina di Puglia, che raccontò agli investigatori di essere minacciato dai componenti della suddetta banda per ricevere protezione per un cantiere a Bitritto in cambio di 20mila euro. L’uomo non volle cedere al ricatto e preferì denunciare l’estorsione. A seguito di questo episodio gli investigatori, coordinati dalla Procura di Bari, sono venuti a capo di un’organizzazione che più che dedita alle estorsioni concentrava la sua attività delinquenziale nei furti di merci varie da varie ditte. Almeno quattro i casi accertati: tra questi il furto più rocambolesco fu compito in una stazione di servizio a Cassano: qui la banda si era servita di una donna che aveva chiesto di andare in bagno. Una volta ricevuta la chiave dal gestore dell’impianto la donna, chiusa in bagno, l’aveva passata a dei complici che avevano provveduto a duplicarla.
La banda in questo modo era riuscito, nella notte, attraverso la parete del bagno ad entrare nella stazione di servizio.

L’organizzazione che aveva base logistica al quartiere San Paolo di Bari, secondo gli inquirenti, godeva di coperture di altre organizzazioni malavitose sia foggiane sia baresi, proprio per la facilità con la quale riusciva a muoversi sul territorio regionale e non senza avere problemi di nessun tipo.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *