La voce del paese

Ignazio Zullo: dibattito sulla mafia e assenza della politica

zullo


Dal Presidente del Consiglio Comunale di Cassano delle Murge e consigliere regionale, riceviamo e pubblichiamo.

 

Parlo per me senza scusarmi dell’assenza ma anticipando il plauso per l’iniziativa e l’incoraggiamento alle Associazioni e ai cittadini a perseverare nell’opera di informazione, di educazione e di sensibilizzazione contro le mafie pur sapendo che questa mia lettera attirerà una serie di commenti intrisi di odio e di offese.

Non partecipo mai come politico ai dibattiti sulle mafie nè a Cassano nè in altri paesi del mio collegio elettorale nè altrove per un motivo molto semplice: di fronte a temi sensibili come quello della lotta alle mafie, il politico sopratutto di centrodestra, viene visto come un intruso, fuori luogo. La spiegazione di ciò è nella contrapposizione forte tra i due poli che con il maggioritario ha caratterizzato la nostra Italia all’interno di una lotta imprenditoriale tra potenti mezzi di informazione l’uno, quello che fa capo a De Benedetti, schierato a sinistra e l’altro, che fa capo a Berlusconi, schierato a destra con noi cittadini pronti a dividerci come sugli spalti di uno stadio.

Si è voluto far passare nel nostro Paese l’idea di una superiorità morale ed etica della sinistra a fronte di un centrodestra colluso con la mafia e la delinquenza senza però poi soffermarsi sulla considerazione che sia gli uomini di destra che quelli di sinistra sono esseri umani e che la mafia si serve di chi gli fa più comodo.

Non essere presenti non significa non sentire il tema altrimenti arriveremmo alla conclusione che solo pochi presenti lo sentono. Guai se fosse così!

Il problema, a mio avviso, è la nostra incapacità ad essere uniti, a fare squadra. Oggi qualcuno si lamenta dell’assenza dei politici, nell’agosto 2010 io mi lamentavo dell’assenza di altri che ora parlano di contrasto alle mafie quando organizzai nell’ambito delle “Interviste di rilievo” la venuta del Sottosegretario all’Interno On.le Alfredo Mantovano che si offrì di disquisire con tutti noi sul tema della lotta alle mafie della quale si occupava per incarico di Governo.

Domani, in futuro, ci sarà ancora qualche altra mancanza e lamentela.

Il punto è questo: perché dividersi? Cassano è un piccolo paese che con l’aggregazione collettiva potrebbe fare molto di più ed invece gioca al ribasso attardandosi in confronti che nulla hanno di politico, di costruttivo e di arricchimento per la crescita dei singoli e della collettività. La collettività non cresce quando il confronto scade nel basso della calunnia, del sospetto e della denigrazione perché proprio allora la mafia e i poteri forti hanno gioco facile nel prendere il sopravvento.

Essere contro la mafia significa prima di tutto elevare il confronto con l’essere trasparenti ad iniziare con l’identità. Iniziamo a chiederci: chi scrive un determinato commento? è credibile? qual’é lo scopo del suo scrivere?

I mafiosi vivono di complessi di inferiorità da vincere con manie di protagonismo, di rabbia, di invidie e di egocentrismo e sono pavidi, fatti di una forza effimera perché attaccano chi non può difendersi nascondendosi negli anfratti e nel buio dell’anonimato o del soprannome. Offendono e si nascondono dietro un passamontagna, dietro un’arma, dietro un killer, dietro un detonatore! Non sono mai a viso aperto.

Veniamo fuori a viso aperto! Carrasso si è firmato e lo apprezzo molto ma quanti hanno il suo coraggio e, senza coraggio, non si combatte nulla ma si resta intrappolati nella propria rabbia, nelle proprie invidie e nel proprio egocentrismo a bearsi di una mania di protagonismo tutta racchiusa in un commento di odio che non annienterà mai i complessi d’inferiorità..

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