Un’estate in cammino per il cassanese Alessandro Caponio

Oltre 1700 chilometri percorsi a piedi, alla fine saranno quasi tre mesi di viaggio: da Canterbury – nei pressi di Londra – fino a Roma, lungo il percorso dell’antica via Francigena che conduceva i pellegrini di mezza Europa nel cuore della cristianità, oggi capitale d’Italia.
Quella che il giovane cassanese Alessandro Caponio (nella foto) sta concludendo in questi giorni è davvero impresa d’altri tempi, anche se sempre più persone, soprattutto giovani, vanno riscoprendo questi itinerari che moltissimi cristiani del tanto vituperato Medioevo vivevano alla riscoperta della propria fede; ma come ogni impresa che si rispetti nei tempi di Internet, è proprio grazie alla rete che il suo percorso – realizzato in solitaria – viene condiviso giorno per giorno da centinaia di amici, sostenitori e familiari.
Ad ogni tappa, infatti, il giovane Caponio tiene un diario on-line, aggiorna i suoi amici che lo seguono da casa su quanto è accaduto nella giornata, esprime sensazioni e difficoltà in modo tale che seppure in solitaria, la sua strada sia sempre condivisa dai tanti che lo attendono a Cassano, in Puglia.
Alessandro non è certo nuovo a imprese che vedono la strada come protagonista: già scout del gruppo cassanese “Agesci Cassano 1°”, è anche istruttore di nordic walking, tecnica che comporta l’utilizzo di bastoncini nel cammino, una pratica che ha moltissimi adepti nel Nord Europa e che Caponio pratica abitualmente.
“La notizia non è di poco conto – ci spiega una sua amica che lo segue via internet dal primo giorno di viaggio – atteso che trattasi di un’impresa molto difficile e sono in pochi i pugliesi a conoscere questo cammino (al momento Alessandro è l’unico pugliese che -si sappia-stia percorso la Francigena)”.
Ma che cos’è la via Francigena? Come si legge nel sito dedicato, “è un itinerario della storia, una via maestra percorsa in passato da migliaia di pellegrini in viaggio per Roma. Fu soprattutto all’inizio del secondo millennio che l’Europa fu percorsa da una moltitudine di anime “alla ricerca della Perduta Patria Celeste” ma erano allo stesso tempo vie di intensi scambi e commerci e che le stesse venivano percorse dagli eserciti nei loro spostamenti”.
Il diario di viaggio di Alessandro sembra rimarcare proprio questa particolarità: leggerlo significa incontrare persone, luoghi, esperienze che arricchiscono chi le sta compiendo ma anche coloro che seguono da casa – sicuramente con qualche rimpianto – questa splendida avventura.