”Se l’Italia non torna a sperare, non potrà crescere”

“Negli anni ’50, il divario tra chi era più benestante e chi lo era meno, era di una volta e mezza rispetto ai nostri anni Duemila; in altre parole: oggi quel divario è diminuito, le differenze si sono mediamente livellate. Allora perché oggi avvertiamo, invece, che c’è un abisso tra questi due mondi? La risposta è una sola: non cresciamo né abbiamo più la speranza di poterlo fare”.
La plastica ricostruzione che il senatore Nicola Rossi, Professore Ordinario di Economia politica presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, ha fatto ieri sera nella nuova edizione de “Le interviste di rilievo 2012” organizzata dal Presidente del Consiglio Comunale di Cassano Ignazio Zullo, è valsa più di tutte le pur interessanti parole che ospiti, intervistatori e pubblico hanno proferito nel corso della lunga serata cassanese in piazza Moro.
“Se la politica vuole tornare a fare il suo mestiere deve cominciare a dare speranza agli italiani: solo così la crescita che ci è appartenuta per tanti anni potrà tornare e spazzare via la crisi che ci attanaglia da almeno quattro anni e che non è certo destinata terminare presto”, ha aggiunto Rossi, ex PD, ora al gruppo Misto in Senato e membro del Comitato Direttivo di “Italia Futura”, l’associazione di Luca di Montezemolo.
“Finanza locale tra crisi economica, spending review e necessità di crescita” era il tema della serata su cui, oltre a Rossi, ha riflettuto Antonio Uricchio, Docente straordinario di Diritto tributario alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bari, sollecitati dalle domande del sindaco Maria Pia Di Medio, dell’Assessore Comunale al Bilancio Franco Antelmi e del capogruppo PD in consiglio comunale Rico Arganese dinanzi ad un folto pubblico giunto anche da fuori Cassano tra cui amministratori locali come il sindaco di Sannicandro Vito Novielli e quello di Turi, Onofrio Resta.
Questa spending review del governo Monti, più che una revisione della spesa pubblica ha il carattere di tagli, quasi sempre lineari, hanno osservato Arganese e Antelmi, dunque: dove trovare risorse per programmare e crescere nel grande mare della spesa pubblica che in Italia ha raggiunto 800 miliardi di euro l’anno?
“Date spazio all’impresa, l’unica che porta la vera crescita, quella legata al lavoro – ha consigliato Rossi agli amministratori locali – e fate di tutto perché pur tra le mille difficoltà, le imprese si insedino sul vostro territorio, portando lavoro e ricchezza”.
Tra le tante insidie, il prof. Uricchio ha ricordato quelle della fiscalità “selvaggia” che grava su imprese, famiglie e persone e che ha nella incostanza e nella precarietà delle leggi la sua consistenza maggiore. “Vi sia un prelievo fiscale: certo, trasparente e che si conosca a quale scopo esso è destinato” ha auspicato Uricchio.
Dal dibattito è poi emerso quel che ogni giorno i cittadini vivono sulla propria pelle: tagli che quasi sempre vengono scaricate sulle fasce più deboli o laddove è più acile reperire i soldi (pensioni e stipendi); evasione fiscale che viene combattuta quasi per perdere la guerra con strumenti definiti “inutili” dai relatori; e una politica “che legifera senza senso” ha detto Rossi. Il quale ha aggiunto diverse idee valide anche e soprattutto a livello locale: “gli enti locali, comuni compresi, devono fare cura dimagrante e lasciare quei servizi, quelle strutture che non sono propri di un ente locale e lasciare che se ne occupi il privato sociale; “la crisi che viviamo serve anche a immaginare strumenti e percorsi diversi, alternatavi a quel che si è sempre fatto”.
L’assessore Antelmi ha rimarcato che il Comune di Cassano ha fatto i compiti a casa: “abbiamo razionalizzato, rivisto, tagliato senza eliminare i servizi di base per i cittadini e cercando, come buoni padri di famiglia, di combattere gli sprechi ed evitare i debiti ma il governo di Roma sembra fare a gara per toglierci più di quanto abbiamo risparmiato e tutto questo è sempre più difficile da far capire ai cittadini”.
Italia sull’orlo del baratro e senza alternative? No, secondo Uricchio: “Tra risparmio privato oggi in mano a banche e istituti e patrimonio immobiliare, l’Italia ha 20 miliardi di euro di risorse dunque dieci volte il proprio debito pubblico che è di 2 miliardi e dunque potrebbe ricomparselo” e anche per Rossi c’è speranza: “se solo si tagliasse un quarto degli 80 miliardi di interessi che paghiamo sul nostro debito pubblico, si potrebbero tagliare tasse per 1000 euro per ogni famiglia italiana”. Già: che si aspetta?
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Altri tre appuntamenti con le “Interviste di rilievo 2012”, sempre in piazza Moro alle 19.30.
Il 3 settembre con l’Assessore alle politiche giovanili della Regione Puglia, Nicola Fratoianni, il 6 settembre con l’Assessore alle politiche agricole della Regione Puglia Dario Stefàno e domenica 9 settembre confronto tra l’ex ministro Raffaele Fitto e il senatore del Partito Democratico Nicola Latorre.
