Gentile vota “no” al mantenimento della Provincia

Giuseppe Gentile dice “no” al mantenimento della Provincia di Bari e con lui – pur differenziata tra 3 contrari e 3 astenuti – anche la minoranza di centrosinistra del Consiglio Provinciale, tenutosi ieri mattina.
Il consigliere provinciale cassanese dell’Italia dei Valori si è detto “fiero di aver votato contro una tale indecenza!”; infatti il Consiglio Provinciale era stato convocato dal Presidente Longo in seduta monotematica sulla “spending review” in materia di costituzione delle Città Metropolitane e riordino delle Province. Il governo Monti, com’è noto, ha accorpato diverse province, eliminandone alcune e modificandone altre in “Città Metropolitane” come nel caso di Bari.
Ma la maggioranza pidiellina (compreso lo stesso vicepresidente Nuccio Altieri, che pure in una intervista recente al settimanale “La voce del paese” aveva dichiarato il proprio assenso affinchè le Province venissero abolite) hanno votato a favore del mantenimento dell’Ente “in un clima surreale: ciò che hanno votato non serve pressochè a nulla se non a rafforzare la percezione di arroganza di una classe politica attaccata alla propria poltrona” ha scritto Gentile.
La legge 135/2012, infatti, scioglie questi enti a partire dal 1 gennaio 2014 senza dare alcuna possibilità al Consiglio Provinciale di esprimersi in merito.
L’obiettivo del Presidente Schittulli sembra essere quello di fomentare i Comuni a ribellarsi alla legge sulla “spending review”: nella delibera approvata a maggioranza, infatti, si chiede al governo Monti di «rivalutare il riordino delle Province e il novero delle città metropolitane », tenendo conto di una «eventuale consistente volontà deliberata da parte dei Comuni del Barese di non adesione al nuovo ente»; se, cioè, molti o quasi tutti i comuni della provincia di Bari non volessero aderire alla Città Metropolitana, il Governo dovrebbe «riconoscere la necessità e l’utilità di conservare in vita la Provincia di Bari», in quanto in possesso di «requisiti demografici ed estensione territoriale» prescritti dalla legge di rivisitazione della spesa.
Nel caso in cui il Governo non dovesse accettare tale proposta – semmai venisse presa in considerazione – ci potrebbe essere una alternativa: una Città metropolitana di Bari di dimensioni ridotte ovvero circoscritta al Comune capoluogo ed ai Comuni limitrofi per contiguità territoriale, unicità socio-economiche e culturali e un’altra Provincia, tutta nuova, composta dai restanti comuni che però assumerebbe altra denominazione.
Nel documento, infine, si «invitano tutti i Comuni del Barese ad attivarsi in tempi brevi per l’adozione di apposita deliberazione di adesione o meno alla stessa città metropolitana».
A proposito: cosa deciderà il Comune di Cassano? E soprattutto: quando lo farà?
La legge 135/2012: si legga, in particolare, il Titolo IV, art. 17 e 18 (pag. 82 e seguenti)