La “Natuzzi” sospende la mobilità per i 1.726 dipendenti

Natuzzi SpA ha presentato lo scorso 1 luglio, alle Organizzazioni Sindacali nazionali e locali, il piano industriale di riorganizzazione dell’assetto del Gruppo in Italia, rendendosi fin da subito disponibile a iniziare il dialogo per identificare un percorso condiviso al fine di trovare soluzioni efficaci e sostenibili.
Il Ministero dello Sviluppo Economico si è fatto promotore di un incontro fra la Società e le Organizzazioni Sindacali che si è tenuto oggi a Roma: in tale sede il Gruppo ha avuto modo di illustrare nuovamente il proprio piano industriale.
In questo contesto, Natuzzi SpA ha accettato responsabilmente l’invito del Ministero dello Sviluppo Economico a sospendere i termini della procedura di mobilità, che tuttavia rimane in essere, allo scopo di iniziare una discussione a 360 gradi sul piano industriale con le Istituzioni e con le Organizzazioni Sindacali.
Nel corso dell’incontro, si è decisa la costituzione di un gruppo di lavoro tecnico che comincerà ad analizzare la situazione concreta e verificare le soluzioni possibili.
Ne faranno parte, oltre al Ministero, i rappresentanti sindacali, un rappresentante per istituzione e la Società.
La prima riunione di questo organismo tecnico è stata convocata per il 15 luglio.
“Non è la revoca che avevamo chiesto ma è comunque un primo se pur parziale risultato, frutto delle mobilitazioni dei lavoratori e rispetto al quale diamo comunque atto al sottosegretario De Vincenti per l’impegno profuso. Quanto deciso oggi potrebbe consentire l’apertura di un vero confronto, avendo più tempo a disposizione per ricercare vie d’uscita ad una vicenda che da troppo anni si trascinare che rende necessaria la ricerca di soluzioni e strumenti diversi dal passato.”
Lo afferma Walter Schiavella, segretario generale Fillea Cgil, al termine dell’incontro tra Mise, sindacati e vertici della Natuzzi.
Ma la cosa più importante per il numero uno Fillea “è che questo tempo può essere utilizzato per articolare finalmente un confronto degno di questo nome. La costruzione di un tavolo tecnico presso il Mise deve rendere possibile ciò che possibile finora non è mai stato, capire tutti gli elementi sulla base dei quali l’azienda arriva ad assumere le sue decisioni e farne oggetto di un vero confronto, a partire da quello sul piano industriale sugli assetti produttivi e sui costi. Confronto sul cui esito per parte nostra rester forte ed indissolubile il rapporto ed il giudizio con i lavoratori. Quello che l’azienda anche oggi ha presentato non è infatti ancora un vero piano industriale, ma resta un inaccettabile piano di tagli dell’occupazione per i due terzi del totale dei dipendenti e di dimezzamento del costo del lavoro per chi resta. Come evidente, a quel tavolo noi pretenderemo che tutto ciò cambi ed in relazione a cio’ decideremo le nostre iniziative” conclude Schiavella.