Progetto “Lame”: muro contro muro tra Comune e Comitato

Un dialogo fra sordi, quello fra l’Amministrazione Comunale cassanese guidata da Maria Pia Di Medio e il Comitato Cittadino “Lamafutura” sulla vicenda del Progetto “Lame” di cui stamattina, presso il Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia si discuterà la prima udienza.
Un muro-contro-muro che non sembra essere scalfito dal tempo né dalle diverse e nuove circostanze che nel frattempo sono sopravvenute: lo scorso giugno (leggi l’articolo) Amministrazione e Comitato si incontrarono in piazza Moro e nonostante il duro confronto, si ripromisero di incontrarsi e discutere.
Ieri, a quasi tre mesi di distanza, tutto è rimasto come prima, nell’incontro che “Lamafutura” ha organizzato presso il Liceo Scientifico per presentare le novità sulla vicenda: il sindaco Di Medio rimane ferma sulle sue posizioni, difendendo le scelte progettuali e in particolare i “vasconi” come la migliore soluzione possibile per cercare di proteggere l’abitato di Cassano dal rischio alluvioni; il Comitato “Lamafutura”, al contrario, persegue nell’affermare che proprio quella soluzione è “inutile, dannosa e pericolosa” e tutto fa tranne che proteggere l’abitato poiché dopo aver cementificato un altro pezzo di Murgia (l’ennesimo) e spesi 4 milioni di euro di soldi pubblici, ci si ritroverà con un rischio uguale a quello di prima.
La storia andrà avanti ancora per molto, si presume: il ricorso di “Lamafutura” al Tar Puglia – chiamato a decidere se l’iter seguito dal Comune di Cassano e dalla maggioranza politica che lo governa ha rispettato le leggi o meno – ha bloccato la gara d’appalto dei lavori, con 13 ditte lasciate in sospeso e, soprattutto, con l’incubo che i fondi destinati a quest’opera – se non la si cantierizzerà entro la fine dell’anno – possano essere destinati dalla Regione ad altro progetto, pur di non doverli restituire all’Unione Europea.
“Non vogliamo perdere né far perdere quei soldi – ha detto più volte, ieri sera, l’ing. Mavellia, membri del Comitato – ma vogliamo che vengano utilizzati al meglio, non per opere inutile se non dannose”.
Mavellia ha esortato più volte la Di Medio “a ritirare il progetto ed a rifarne uno nuovo: se non lo fa è perché NON LO VUOLE FARE e non perché NON PUO’ FARLO”.
L’ingegnere trapiantato a Cassano “perché è un bel paese”, ha spiegato di aver messo a disposizione della comunità, gratuitamente, tutta la sua ultraquarantennale esperienza nel campo delle opere pubbliche, esaminando e facendo le pulci – assieme agli altri tecnici del Comitato “lamafutura” – ad un progetto, quello dell’Advenco, che sembra far acqua da ogni parte: sotto il profilo delle autorizzazioni, dei calcoli, delle previsioni e via di seguito. La stessa regione Puglia – Ufficio Lavori Pubblici ha bocciato, così com’è, il Progetto, facedo chiaramente capire dalla corposa documentazione intercorsa fra gli enti, che non ci saranno autorizzazioni necessarie se qualcosa non dovesse cambiare. Ecco perché quel progetto – insiste “Lamafutura” – va ritirato e sostituito con un altro che preveda, ad esempio, la considerazioni di tutti i bacini idrografici che dalla Murgia di via Santeramo scendono nell’abitato e non solo due come fa l’Advenco; e soprattutto preveda un profondo lavoro di ristrutturazione, fortificazione e bonifica del “Canalone” oggi in pessime condizioni statiche (leggi l’articolo) con grossi problemi di sicurezza che si trascinano da anni.
La Di Medio, a queste obiezioni, ha risposto che le stesse sono superate da incontri avuti con la Regione e con i suoi Uffici; quanto al “Canalone”, ha ribadito che trattandosi di opera di fogna bianca, non è contemplata nel Progetto “Lame” ma sui cui si interverrà con residui di spesa.
Proprio sul “Canalone” si è invece concentrata la relazione del geologo cassanese Marco Tassielli, autore di due pubblicazioni sulla storia geomorfologica di Cassano e profondo conoscitore delle dinamiche naturali del territorio.
Per Tassielli il progetto dell’Advenco presenta grossolani errori ed omissioni quando, ed è solo un esempio, non prende in considerazione l’intero bacino idrografico nel quale Cassano è immerso, ma lo fa solo in parte e per giunta considerando quei “fiumi” che meno danno possono provocare all’abitato.
“La storia delle alluvioni che Cassano ha vissuto – ha detto Tassielli – è sul territorio, una mappa che occorre saper leggere e ci dirà tutto: solo dopo si può progettare secondo scienza e coscienza; ecco perché i vasconi non intercetteranno se non una piccolissima parte dell’acqua che scende dalla Murgia….altri sono i problemi che vanno affrontati tenendo conto del “Canalone” che invece dal progetto “Lame” non viene tenuto affatto in considerazione”.
Una bomba, quella del “Canalone”, posta sotto i piedi e i pneumatici di tutti i cassanesi è che va disinnescata prima che ci scappi la tragedia.
La parola, da oggi, passa ai Giudici.