Cultura

La “Clessidra” di Marcella Signorile, locus amoenus del cuore

marcella

Esiste una parola preziosa, intrinsecamente bella, significa possedere e partecipare insieme, offrire del proprio ad altri. Questa parola è “condivisione” ed è la radice di un progetto nato nel 2005 da un’idea di Silvana Kuhtz, docente all’Università della Basilicata, ingegnere innamorata della poesia.

Poesia in azione è il nome catartico e vivo di questo progetto che ha il sogno di liberare la poesia e farla giungere a più cuori possibili.

Abbiamo incontrato uno dei cuori pulsanti di Poesia in azione, Marcella Signorile, che vive ed opera ad Acquaviva. È semplice scoprire nei suoi occhi la passione per la poesia, la lettura, la cultura, parole oggi così inflazionate ma, in realtà, da pochi usate e vissute davvero.

Marcella ci spiega che Poesia in azione “è un modo diverso di vivere ed interpretare le poesie, e non solo, costruendo un dialogo con la musica e i musicisti, coinvolgendo attivamente il pubblico”.

“Il volo della piuma”, per esempio, è stato l’ultimo laboratorio-concerto realizzato ad Acquaviva il mese scorso, un’esperienza sensoriale con voce e sassofono.

In cosa consistono queste serate e qual è il vostro pubblico?

Sono serate completamente gratuite, la gente passa e, curiosa, si ferma. Alcuni restano, altri vanno via. Consistono nella lettura di poesie incrociate con la musica, vengono sollecitati i sensi del pubblico che viene coinvolto a partecipare. Per esempio, capita di essere bendati durante la serata, per poter intensificare la percezione uditiva dell’evento. È un pubblico talmente variegato che è impossibile classificarlo. Ci si stupisce e non ci si annoia mai.

Uno dei “figli” di Poesia in azione è Clessidra (leggi l’articolo) nato nel 2010 da un’idea di Silvana Kuhtz e Maria Rosa Pappalettera. È un’idea partita da Bari e diffusasi, per il momento, a Milano, Roma, Torino e Acquaviva, dove ha iniziato a prendere vita a Gennaio ed a gestirla e animarla ci pensa Marcella Signorile.

Spiegaci cos’è Clessidra.

Sono letture senza pubblico. C’è una clessidra che scandisce il tempo, ci si mette in cerchio e ogni partecipante ha 7 minuti per portare alla conoscenza degli altri un libro, una canzone, un film, un’immagine. Ogni mese c’è un tema e l’unica regola è quella che non si può essere spettatori, tutti devono partecipare. Non è una performance, non occorre presentarsi, l’unico scopo è quello di diffondere e invogliare alla lettura, partecipare e creare nuovi intrecci. Sono incontri informali, si deve solo leggere, senza la necessità di guardare negli occhi nessuno e non si ricevono applausi.

È capitato, almeno una volta, di applaudire qualcuno?

Si, è successo quando in uno degli incontri ha partecipato un doppiatore che ha letto una poesia di Pablo Neruda e lì l’applauso è scattato spontaneo!

 

Un appuntamento mensile che diventa rito, un locus amoenus in cui essere liberi da giudizi e sguardi, dove ciò che conta sono solo le parole di un libro o di una canzone, il suono di queste che si propaga e viene catturato da chi ascolta e scopre, riscopre e ricorda.

Come vengono pubblicizzati questi incontri?

Attraverso i social network, come Facebook, e la rete di e-mail; funziona con il passaparola; si stabilisce una data ma il luogo viene svelato solo a chi aderisce.

Quali sono i luoghi di Clessidra?

La tendenza è quella di non tornare mai nello stesso luogo, in una città come Bari è più semplice, ad Acquaviva un po’ meno. Siamo stati nella sede di un’assicurazione, nella scuola di lingue, su terrazzi, giardini e tavernette di abitazioni private. Per il 99% delle volte gli incontri avvengono e avverranno in luoghi chiusi, anche se c’è la volontà di organizzarli in spazi pubblici, come per esempio a Bari, dove siamo stati al parco 2 giugno, al faro borbonico, nei pub. È anche un modo per scoprire nuovi posti, alcuni bellissimi.

Non si corre il rischio di restare un gruppo chiuso?

Si, questo rischio si corre, perché è comunque un punto di riferimento per chi condivide le stesse passioni, per chi è già una persona che ama leggere. Ad Acquaviva molti pensano che siamo una specie di “setta”, capita spesso che chi viene poi torna portando con sé altri amici, però non ha ancora partecipato una persona completamente “esterna”.

Quali sono le tue speranze?

In Italia si legge poco e nelle scuole ancora meno. Vorremmo realizzare i nostri laboratori di lettura espressiva, nei quali si impara a leggere e soprattutto a farsi ascoltare. Quello che mi aspetto è più condivisione, più partecipazione ed espansione, ognuno può organizzare Clessidra nel proprio paese!

 

Far circolare la cultura, costruire legami, creare cieli e magie in una stanza con le piccole cose preziose che rendono la vita meno amara e condividerle con gli altri, è questo che fa Poesia in azione e sapere che esistono simili realtà rende il mondo in cui viviamo sicuramente un posto migliore.

Per scoprire di più ed essere sempre aggiornati: www.poesiainazione.it

 

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