Attualità

Il “Centro Medico” di Cassano fra le migliori strutture italiane

Fondazione S.Maugeri di Cassano

Nasce il portale per individuare la migliore struttura dove curarsi.

Si chiama “doveecomemicuro” ed e’ stato presentato a Roma all’ex ministro della Salute, Ferruccio Fazio con Walter Ricciardi, direttore del dipartimento di Sanita’ pubblica dell’Universita’ Cattolica-Policlinico A. Gemelli e coordinatore del team di ricerca che in due anni ha raccolto tutte le informazioni riguardanti ospedali, cliniche, presidi sanitari e policlinici universitari del nostro Paese. Il Centro cardiologico Monzino di Milano per l’angioplastica; l’azienda ospedaliera Santa Maria degli Angeli di Sacile, in provincia di Pordenone, per il miglior trattamento dell’infarto miocardico acuto. L’azienda ospedaliero-universitaria di Modena in caso di ictus e la Fondazione Maugeri di Cassano delle Murge (Bari) per il trattamento piu’ sicuro della broncopneumopatia cronico ostruttiva. Sono questi alcuni dei migliori ospedali italiani presso i quali recarsi per curarsi.
 

Un progetto nato con l’obiettivo di consentire ai cittadini di individuare la struttura sanitaria piu’ adatta alle proprie esigenze e, nei limiti del possibile, piu’ vicina alla propria abitazione. Fra i luoghi di cura menzionati, ci sono anche l’ospedale di Magenta a Milano, l’ospedale di Perugia e il San Martino di Genova rispettivamente per gli interventi su tumori al colon, retto e polmone. E ancora, i parti piu’ sicuri li garantisce l’ospedale ostetrico Sant’Anna di Torino mentre l’appropriatezza migliore per i parti cesarei si registra all’ospedale Vittorio Emanuele II di Carate Brianza in Lombardia. Il CTO di Milano garantisce la piu’ bassa mortalita’ a trenta giorni per frattura del femore, ma i tempi d’attesa piu’ brevi per l’intervento entro 48 ore si trovano al Rizzoli di Bologna.

La ricerca sul portale puo’ essere effettuata utilizzando diversi criteri: parti del corpo, sono quindici quelle a disposizione; problemi di salute, 28 quelli in elenco; distanza geografica. I risultati daranno l’indicazione delle strutture di riferimento per quella patologia, contrassegnate da semafori(rosso, giallo e verde) che permetteranno di sintetizzare i dati di qualita’ delle strutture, dal migliore al peggiore. Una legenda aggiuntiva consentira’ agli utenti di orientarsi nella scelta indicando quanto la performance della singola struttura si avvicina agli standard internazionali di qualita’ dell’assistenza. Le graduatorie delle strutture sono state stilate, tiene a precisare il coordinatore del progetto Walter Ricciardi, secondo rigorosi criteri scientifici: le aziende sanitarie sono infatti valutate sulla base di un set di 50 indicatori di qualita’, selezionati mediante una revisione sistematica delle fonti di dati disponibili (Agenas, Istat, Atlante sanitario Era Web, Osservatorio nazionale per la salute nelle regioni italiane) sulla qualita’ assistenziale delle strutture sanitarie Italiane.

“L’obiettivo era realizzare un supporto informativo rivolto ai cittadini attraverso un’iniziativa cosiddetta di public reporting – spiega Ricciardi – capace di rafforzare il principio di responsabilita’ sociale all’interno del Servizio sanitario nazionale, secondo cui i decisori e le organizzazioni sanitarie devono rispondere delle proprie azioni e performance verso i cittadini, in termini di trasparenza comportamentale, amministrativa, gestionale, strategica ed economica. Tale strumento di pubblicazione dei dati di performance delle strutture sanitarie aumenta il potere decisionale di cittadini e pazienti e consente di migliorare la qualita’ dell’assistenza dei servizi sanitari, soprattutto nel contesto ospedaliero. Le evidenze scientifiche dimostrano, infatti – ricorda – che riportare pubblicamente le performance di una certa struttura incoraggia attivita’ volte al miglioramento della qualita’ delle prestazioni offerte a livello del singolo ospedale”.

Inoltre, prosegue Ricciardi, “dal 25 ottobre scorso, in virtu’ della direttiva europea (2011/24/Ue), ogni cittadino dell’Unione puo’ decidere liberamente di ricevere assistenza sanitaria in ciascuno dei Paesi membri. E’ chiaro che, per scegliere il luogo dove curarsi, un cittadino deve avere accesso ad informazioni chiare, rigorose e tempestive sulla qualita’ dei servizi offerti sia ospedalieri, sia ambulatoriali e domiciliari”.

 

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