Cronaca

“Garden Village”: la Corte Europa condanna l’Italia

Garden Village


Lo Stato Italiano dovrà risarcire il costruttore Vincenzo Varvara per la questione “Garden Village”, il complesso edilizio sulla via per Mercadante, dichiarato abusivo e confiscato dalla Procura della Repubblica di Bari, ora nel patrimonio del Comune di Cassano.

Varvara, infatti, fece ricorso alla Corte europea per i Diritti dell’Uomo che l’altro ieri ha emesso la sua sentenza: è illegittima la confisca di un bene se il reato di lottizzazione abusiva è prescritto.

La Corte ha condannato l’Italia al risarcimento dei danni morali (10mila euro) e patrimoniali (da concordare con lo Stato) in favore dell’imprenditore edile gravinese.

La vicenda processuale comincia nel 1985. La società guidata da Varvara realizza un complesso residenziale di 17 edifici con 4 appartamenti ciascuno, dopo aver stipulato un piano di lottizzazione approvato dal Comune.

Qualche mese dopo l’avvio dei lavori viene promulgato il Decreto Ministeriale che sottopone quelle aree a vincolo paesaggistico dando alla Regione Puglia la giurisdizione esclusiva sulla tutela del paesaggio. Le aree limitrofe alla Foresta di Mercadante vengono quindi dichiarate inedificabili in assenza di una convenzione di lottizzazione col Comune approvata prima del 6 giugno 1990 (come in questo caso perchè le autorizzazioni risalivano al 1985). Nel 1993, a lavori ancora in corso, ci si rende conto però che nell’autorizzazione del 1985 era compresa anche un’area attraversata da un acquedotto, perciò se ne richiede una revisione.

La variante viene ritenuta, dalla Procura della Repubblica – in una inchiesta guidata dall’allora sostituto procuratore Roberto Rossi (oggi membro del Consiglio Superiore della Magistratura) – un nuovo progetto di lottizzazione e non già un emendamento al progetto approvato 10 anni prima. Ne deriva un processo penale per lottizzazione abusiva.

Nel 1997 il complesso viene sottoposto a sequestro conservativo.

Un anno dopo l’imprenditore viene condannato a 9 mesi di reclusione.

Nel 2001 la Corte di Appello di Bari lo assolve “perchè il fatto non sussiste”. La Cassazione annulla con rinvio la sentenza e il processo torna in Corte d’Appello (condanna nel 2003).

Nuovamente interpellata, la Cassazione annulla con rinvio anche questa sentenza. Nel 2006 la Corte d’Appello di Bari, che per la terza volta si trova a giudicare questo caso, dichiara prescritto il reato di lottizzazione abusiva contestato all’imputato ma non revoca la confisca.Il complesso viene “ceduto” al Comune di Cassano il cui Consiglio Comunale deciderà di non abbatterlo ma destinato a scopi sociali.

Varvara fa ricorso alla Corte europea, che accoglie le richieste dell’imprenditore, difeso dall’avvocato Alessandro Dello Russo, perchè la confisca in presenza di prescrizione “viola i principi di legalità e di tutela della proprietà privata”. Da qui il riconoscimento dei danni.

Il “Garden Village” resterà, per ora, nella disponibilità del Comune di Cassano.

 

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