Cultura

“Le vigne della piazza”, le nostre radici

le vigne della piazza

In quello che in origine era un tipico forno, è stato presentato il decimo lavoro, ancora una volta dedicato a Cassano, del prof. Antonio Giordano.

Un forno, che ora è invece una delle sale principali della Pinacoteca civica del Palazzo Miani Perotti e che ha ospitato, nei giorni scorsi, la presentazione de “Le vigne della piazza” (Messaggi Edizioni), opera che ricostruisce la storia e le origini del nostro paese dal I secolo a.C fino ai giorni nostri, attraverso gli occhi di uno storico, Giordano, legato nel profondo alla sua terra.

Il dott. Campanale, autore della prefazione ha introdotto la serata partendo proprio dall’emblematico e proverbiale titolo dell’opera, “ricordo che ancora negli anni ’60 il centro storico era pieno di pergolati”, e ha elogiato il lavoro dell’autore sottolineando l’importanza del libro, “Giordano ci ha fatto riscoprire luoghi dimenticati, ha riannodato i fili tra il paese e i suoi cittadini e questo lavoro ha una doppia valenza sia per la vecchia generazione sia per la nuova che in queste pagine può riscoprire il passato del nostro paese”, ha dichiarato Campanale.  Una finestra aperta sul passato scoprendo, per esempio, quanto la piazza Aldo Moro si è trasformata negli anni e passeggiando tra i vicoli del centro storico, soffermandosi su antiche cappelle, stradine e scorci.

Una ricostruzione non solo storica ma anche linguistica con le analisi sull’origine dei termini dialettali.

Il prof. Giordano ha voluto dedicare la sua ultima fatica ad un uomo amato  e rimpianto dai cassanesi, il dott. Angelo Antonio Di Ceglie.

“Un atto doveroso, come figlio di questa terra. È stato più di un medico e chi ha avuto il privilegio di conoscerlo può testimoniare la sua grandezza”, ha affermato il prof. Giordano, esprimendo, commosso, la sua sincera gratitudine e il suo affetto nei confronti del dott. Di Ceglie. Per lo storico quello per Cassano è un “amore libresco”, una calamita che lo conduce a dedicare la sua esperienza di storico alla storia del paese, “ho raccolto il testimone del mio amatissimo maestro Alessandrelli, è stato lui a trasmettermi questa passione che non morirà mai”.  A concludere la serata un ospite speciale, Domì, figlio del dott. Di Ceglie (che oggi lavora come psicologo a Londra) accolto affettuosamente dal folto pubblico in sala, “sono felice di constatare che la memoria di mio padre sia ancora così viva”, ha affermato, “era un uomo attento all’aspetto umano di chiunque, senza mai giudicare. Ho imparato molto da lui e molto mi ha ispirato nel mio percorso professionale”.

Domì Di Ceglie

Domì Di Ceglie

 

 

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