Economia

Protestano commercianti, a Roma delegazione cassanese

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Anche una delegazione cassanese alla manifestazione di protesta che questa mattina commercianti, artigiani e il popolo delle partite iva hanno organizzato a Roma. La delegazione è guidata dal Presidente della locale Confartigianato, Michele Maiullaro anche in veste di portavoce della associazione dell’Area Murgia federiciana ed è composta anche da Francesco Paciolla, Vicepresidente della Consulta delle Attività produttive del Comune di Cassano e dal giovane imprenditore cassanese Giuseppe Smaldino.

“Senza Impresa non c’è Italia. Riprendiamoci il futuro” lo slogan della mobilitazione nazionale delle Pmi, che segue di appena pochi giorni la ‘marcia dei 40mila’, iniziativa web accompagnata dai flash mob di Confindustria, segnala un fenomeno in atto, la rivolta “pacifica delle imprese, dell’economia reale”.

 
”Siamo al giro di boa, non ne possiamo più di essere quelli che tirano la carretta e stanno zitti”, spiega il presidente di Rete Imprese Italia Marco Venturi, presidente di Confesercenti che compone Rete Imprese Italia insieme a Casartigiani, Cna, Confartigianato e Confcommercio. ”La politica ci deve ascoltare e agire – aggiunge – Tante, troppe le promesse fatte, ma nessuna risposta adeguata finora. Saremo propositivi ma non molleremo. Se non otterremo risposte ragionevoli torneremo di nuovo in piazza”.
 
L’appuntamento è per le 12 in piazza del Popolo. 400 pullman, 7000 posti in treno, 2000 in aereo, per ”chiedere con forza una svolta concreta nella politica economica del Paese”. ”Lo scontento è grande, le adesioni si stanno moltiplicando. l’iniziativa ha colto nel segno” commenta Daniele Vaccarino (Cna). E’ la giornata dell’orgoglio delle Pmi, stufe di ”essere quelle che tirano la carretta e stanno zitte. Noi siamo quelli che restano, non andiamo in Olanda e paghiamo le tasse in Italia” dice con un nemmeno troppo velato riferimento alla Fiat, Giorgio Merletti presidente di Confartigianato, ”Ormai siano rimasti solo noi – aggiunge – e vogliamo che il nostro ruolo economico e sociale sia riconosciuto dalla politica”.

I numeri sono da brivido: negli ultimi cinque anni hanno chiuso circa 1.000 aziende ogni giorno, la ricchezza prodotta dall’Italia è diminuita del 9%, la disoccupazione è raddoppiata, passando dal 6,4% al 12,7% per un totale di 1,2 milioni di disoccupati in più. Nel frattempo la pressione fiscale ha raggiunto il 44,3% del Pil (e resterà sopra il 44% per molto tempo) mentre quella “legale” (su ogni euro di Pil dichiarato) si aggira intorno al 54%. La burocrazia costa alle Pmi 30 miliardi di euro l’anno e il credito è in calo dal 2011. La piccola impresa, che rappresenta il 94% del tessuto produttivo dell’Italia e ne è il principale motore contribuendo per il 62% al valore aggiunto, chiede al governo ”subito un cambio di rotta e risposte concrete per uscire da una crisi che ha colpito duramente. Stavolta davvero la pazienza è finita”.

Partecipano, tra gli altri: Marco Venturi, portavoce di Rete imprese Italia e presidente di Confesercenti; Daniele Vaccarino, presidente Cna; Giacomo Basso, presidente Casartigiani; Carlo Sangalli, presidente Confcommercio e Giorgio Merletti, presidente Confartigianato.

 

 

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