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Rifugiati politici: cosa prevede il progetto del Comune

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Cassano sarà un pezzo della nuova Patria per rifugiati politici e vittime dell’odio etnico-religioso che giungono in Italia dopo mille disavventure e dopo aver lasciato il proprio Paese d’origine.  Lo prevede un progetto del Comune di Cassano in collaborazione con la cooperativa “Senis Hospes”, presentato questo pomeriggio dal Sindaco Maria Pia Di Medio, dall’Assessore ai Servizi Sociali, Angela Contursi e dal responsabile della cooperativa, Michele De Giulio, alla presenza del parroco della Chiesa Matrice, don Nunzio.

Un progetto che si snoderà lungo tre anni, a partire dai prossimi mesi, finanziato con fondi della Comunità Europea e del Ministero dell’Interno per un totale di 1 milione d 200mila euro che permetterà l’accoglienza e la possibile integrazione dei rifugiati nel tessuto sociale italiano dato che progetti simili sono stati finanziati un po’ in tutta Italia, a costo zero per il Comune.

La struttura individuata è quella su via Colamonico, l’ex “Hotel Ma-Ri”, da anni in disuso, riadattata per accogliere fino a 25 persone (singole o facenti parte di nuclei familiari) che potranno essere ospitate per un periodo di sei mesi, prorogabile una sola volta per altri sei mesi. Tutti coloro che arriveranno a Cassano avranno lo status di “rifugiato politico” dunque avranno passato il vaglio di una serie di controlli e organismi competenti per accertare la effettiva veridicità e necessità della richiesta di asilo; persone con regolare permesso di soggiorno, provenienti dalle zone più martoriate del pianeta e con alle spalle storie di violenza, negazione di diritti civili e politici, disperazione, la cui unica possibilità per sopravvivere era quella di scappare.

Nulla a che vedere, dunque, con i ghetti legalizzati dei “CARA” né sarà possibile che al progetto acceda chi non  ha i requisiti richiesti dalle leggi italiane in materia di asilo politico.

Grazie ai fondi europei, l’Italia ha vagliato oltre 2mila progetti, scegliendone 354 su tutto il territorio nazionale: dalle nostre parti centri simili saranno attivati a Sannicandro di Bari, Adelfia, Valenzano e Grumo Appula, sempre gestiti dalla cooperativa “Senis Hospes”.

“E’ un progetto che qualifica il nostro comune – ha detto la Di Medio – e si inserisce nella lunga e nobile storia di accoglienza della nostra gente che non ha mai fatto mancare, a chi ha bisogno, il calore della vicinanza” .

Don Nunzio ha ricordato che “il livello di civiltà di una popolazione si misura dalla accoglienza degli altri: un popolo civile è quello che accoglie perché nessuno, come dice San Paolo, è straniero né ospite sulla Terra ma tutti siamo fratelli”.

L’assessore Angela Contursi, infine, si è soffermata sulla volontà del territorio di poter interagire con coloro che la struttura ospiterà, sicura di un reciproco arricchimento fra i cassanesi e gli ospiti.

Il progetto, ha spiegato De Giulio, ha anche una ricaduta occupazionale sul territorio: su circa dieci persone che saranno impiegate dalla cooperativa per seguire nei tre anni le persone rifugiate, almeno otto sono cassanesi, assunti tramite una agenzia interinale, che andranno ad occuparsi di assistenza, accoglienza e mansioni varie.

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