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“Perotti-Ruffo”, settimana corta sì o no? Parla Maria Abbruzzese

scuola via Convento

Genitori perplessi, in questi giorni, a Cassano. Almeno quelli che mandano in propri figli presso l’Istituto Comprensivo “Perotti-Ruffo” che racchiude scuola dell’Infanzia, primaria di primo e di secondo grado (le vecchie “elementari” e “medie”). Si dibatte, infatti, se la proposta della scuola di attivare dal prossimo anno scolastico (2014-2015) la “settimana corta” sia utile o meno, positiva o no. Le modalità della settimana corta sono allo studio: di sicuro, per adesso, c’è che non si andrà a scuola il sabato, sempre che la proposta passasse.

La Dirigente dell’Istituto, Maria Rosaria Annoscia ha convocato i genitori suddividendo gli incontri in tre riunioni nel corso delle quali saranno spiegate modalità, pregi e difetti dell’idea: oggi alle 17.00 si terrà l’ultimo degli incontri, presso la scuola elementare di Via Convento.

Abbiamo chiesto a Maria Luisa Abbruzzese, Presidente del Consiglio di Istituto, qualche chiarimento in più.

L’avviso della Dirigente ai genitori dice che “Consiglio e Collegio hanno espresso parere favorevole alla settimana corta”. Ma in molti dicono che non c’è nulla di deciso. Dov’è la verità?

Sia il collegio docenti che il consiglio d’istituto come prima definizione di tempo scuola, si sono orientati per la settimana corta ma la delibera definitiva sarà adottata nel consiglio di giugno dopo che si conoscerà anche l’ organico, nel frattempo siamo aperti a qualsiasi parere o consiglio da parte dei genitori.

Lei ha affermato che la proposta è arrivata dai docenti ma alcuni di essi dicono che sono stati diversi genitori a chiederlo, anche se informalmente. Ancora una volta: cosa c’è di vero in queste affermazioni?

Il consiglio d’istituto (di cui fanno anche parte alcuni genitori) si è orientato per la settimana corta su proposta del collegio docenti, è vero che molti genitori vorrebbero la settimana corta, visto che in altre scuole dove è già presente e si ha un riscontro positivo.

Non ritiene che per una decisione così importante il Consiglio avrebbe dovuto in qualche modo ascoltare/interpellare i genitori?

Come lei dovrebbe sapere, la scuola è gestita da organi collegiali, quindi collegio dei docenti e consiglio d’istituto si riuniscono e deliberano; se si dovessero interpellare circa 3000 genitori, pensa che si riuscirebbe a prendere una decisione? E comunque l’anno scorso si era già accennato ad un discorso del genere interpellando in vari incontri i rappresentanti di classe e ne erano usciti pareri favorevoli e non, quindi non si avrà mai una linea unica ma potremmo provare, se non ci si dovesse trovare bene, si potrebbe sempre tornare indietro. Invito, quindi, i genitori a partecipare agli incontri che si terranno e ad esprimere nelle sedi appropriate la propria opinione senza fare sterili polemiche e dare informazioni distorte…L’ unico bene comune deve essere la serenità e il benessere dei nostri figli. Dobbiamo sforzarci di costruire una comunità migliore senza essere prevenuti verso i cambiamenti.

Come si risolverà il problema dell’orario? Cioè: che idea si ha in mente rispetto all’uscita….14.00? 14.15?

Per quanto riguarda l’orario, sarà studiato e organizzato al meglio in base anche all’organico: sperando di conservare le 30 ore (questo dipende dall’organico che si avrà dal Miur) si vedrà se fare un rientro pomeridiano di un paio di ore o un solo giorno di orario prolungato ma si cercherà, almeno per le primarie, di non superare come orario di uscita le 13.35. Comunque è tutto in fase di valutazione.

Le riunioni convocate dalla dirigente che scopo hanno? La convocazione dice “per informare sulle modalità organizzative”. Ma che potere avranno i genitori per eventualmente mutare o modificare la decisione?

Per quanto riguarda gli incontri saranno informativi ma si accetteranno proposte per l’organizzazione oraria.

 

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