Di Medio: “Sul Garden Village” avevamo visto giusto”

Sulla recente sentenza del “Garden Village” da parte della Corte Europea di Strasburgo (per cui il bene potrebbe essere restituito al proprietario). riceviamo e pubblichiamo una nota del sindaco di Cassano, Maria Pia Di Medio.
La notizia apparsa su “Repubblica.it” del 28 marzo: “E’ illegittima la confisca di un bene se il reato di lottizzazione abusiva è prescritto”. ”Confermata dunque la sentenza di primo grado del 28 ottobre scorso con cui la Corte europea ha liberato da un incubo durato altrettanti anni un imprenditore di Gravina di Puglia. La sentenza in questione condannava l’Italia al pagamento dei danni non patrimoniali per 10mila euro e patrimoniali da concordare (la difesa ha chiesto 500mila euro) a favore dell’imprenditore gravinese accusato di lottizzazione abusiva per il Garden Village di Cassano Delle Murge, realizzato nell’1985. Quando il processo è arrivato in Cassazione, il reato era già prescritto, e l’uomo si è appellato ai giudici di Strasburgo per rientrare in possesso del villaggio, riuscendo a spuntarla. L’ultima sentenza della Grande Chambre, cancella i sigilli in via definitiva.” ci porta ad una serie di considerazioni.
La prima è che, senza dubbio, come amministratori abbiamo preso la decisione giusta quando, appena insediati nel 2009, non abbiamo dato seguito all’affidamento del “Garden Village” all’associazione “Cercasi un fine” dopo che il giudice aveva affidato al Comune il bene confiscato.
Siamo stati accusati di essere “i peggiori esseri della terra”, di non avere a cuore il sociale ma, soprattutto, di aver fatto perdere 1 milione di euro di finanziamento all’associazione (a prescindere dal fatto che, per un motivo qualsiasi, l’associazione non avesse ottemperato nei tempi prescritti alla realizzazione completa del progetto, sarebbe stato il Comune a coprirne tutte le spese !).
Bene: oggi cosa sarebbe successo? Ad opere realizzate e a progetto, si spera completato, chi avrebbe dovuto smantellare tutto per riconsegnare, come effetto della sentenza della Corte Europea, il bene al proprietario? Il Comune, dato che ne aveva avuto la messa a disposizione .
Chi avrebbe dovuto pagare? Il Comune, per gli stessi motivi di cui in precedenza.
Non sarebbero stati soldi dei contribuenti sprecati prima per il finanziamento e poi per il ripristino dello stato dei luoghi? E l’Associazione che fine avrebbe fatto?
Tutte le attività poste in essere come avrebbero potuto sopravvivere?
Sulla vicenda “Garden Village” abbiamo dimostrato che la prudenza messa in campo allora, anche a costo di subire aggressioni politiche, è servita oggi a mettere al riparo il Comune da un danno economico di cui non possiamo nemmeno immaginare le dimensioni.