Politica

Amministrative, “Prospettiva Ethica” lascia Lionetti. E accusa

elezioni comunali buona

Il nome di Vito Lionetti come candidato sindaco dell’area di centrosinistra per le elezioni comunali del 25 maggio, sembrava aver ricompattato Partito Democratico e Prospettiva Ethica, a cui si era aggiunto, l’altro giorno, l’apporto di Sinistra Ecologia Libertà e Rifondazione Comunista.

L’ex assessore alle politiche sociali delle amministrazioni Gentile, infatti, era riuscito a convincere Davide Del Re ad abbandonare l’idea di creare una lista autonoma composta da SEL e Rifondazione ed a costituire un soggetto unico di centrosinistra, una lista unitaria che vedesse, appunto, Lionetti candidato sindaco e Del Re vicesindaco, con in più un assessorato “di peso”  per sfidare la Di Medio.

Ma pare sia stato proprio sui criteri di spartizione degli incarichi (in ballo, in caso di vittoria, ci sono quattro assessorati più la Presidenza del Consiglio Comunale) che la coalizione ha incontrato un grosso ostacolo, tanto da far decidere a Prospettiva Ethica di lasciare, questa volta pare definitivamente, il tavolo delle trattative politiche, a dieci giorni dalla presentazione delle liste elettorali.

Lo stesso movimento civico – nato nell’agosto scorso dalla volontà di “cambiare” la politica locale, guardandola sotto una prospettiva diversa, etica, appunto – pare si sia in qualche modo diviso sul cosa fare: mentre, infatti, un’area che potremmo definire “gentiliana”, molto vicina, cioè, all’ex sindaco Giuseppe Gentile (ufficialmente ritiratosi dalla politica attiva) sostiene senza se e senza tutte le decisioni che il candidato sindaco Lionetti  prenderà, anche sul delicato equilibrio degli assessorati, la maggioranza del movimento avrebbe voluto discutere prima dei criteri di suddivisione, magari adottando il più classico (e democratico) dei metodi ovvero mettere a guida degli assessorati i candidati più suffragati, tenendo comunque presente le diverse competenze.

Qualche ora fa, a nome “della maggioranza del gruppo di Prospettiva Ethica”, Lorenzo Fiore, esponente dello stesso, ha diffuso il Comunicato che potete leggere di seguito e che traccia un quadro della vicenda così come finora l’abbiamo descritto.

Perché “a maggioranza”? Perché non un comunicato ufficiale da parte del movimento?

Proprio per i motivi che prima spiegavamo: c’è una parte, ninoritaria, del movimento, infatti, che continua a dialogare con la coalizione che sostiene Lionetti, tanto che questa mattina, fonti autorevoli del Pd affermavano il definitivo rientro nella stessa di Prospettiva Ethica, anche se è molto più probabile che si tratti di singoli esponenti che, tuttavia, non potranno parlare a nome del movimento anche perché non ne detengono il marchio.

Ma ecco cosa scrive a nome del gruppo, Lorenzo Fiore:

“Dopo un ultimo tentativo di costruire un fronte comune per l’imminente tornata elettorale, che fosse ispirato dalla ferma volontà di rinnovamento e di qualificazione della gestione amministrativa del nostro Paese, il “movimento Prospettiva Ethica” (PE) ha dovuto, suo malgrado, prendere atto, nell’ultimo incontro di coalizione, della assoluta mancanza di margini di trattativa per impostare un dialogo paritario e scevro da imposizioni e impostazioni veterolobbistiche.

Per la verità, il confronto si era bloccato già una prima volta sulla scelta del candidato sindaco essendo mancato un leale confronto politico e strategico sulla definizione del nome. Infatti in sede di coalizione PD-NID-PE, il movimento aveva messo in dubbio la validità elettorale del nome di Davide Pignatale, segretario del PD, motivando la propria posizione con la scarsa notorietà dell’indicato, per la mancanza di conoscenza del territorio, delle sue dinamiche, della nomenclatura e anche della sua storia politica, considerato che si tratta di soggetto insediatosi a Cassano molto di recente. Ferme restando le qualità morali e professionali, un nome troppo debole, insomma, per ambire ad un confronto così difficile: ed infatti ben presto il PD lo ritirava.

Ancora più sconcertante la seconda ipotesi, avanzata sempre dal PD, di candidare a primo cittadino Teodoro Santorsola. Proposta, per altro, come detto, sostenuta sperticatamente dallo stesso PD (con ultimatum di accettazione ad horas) che giusto 5 anni prima ne aveva, in vario modo, ostacolato e decretato la mancata elezione. Anche in questo caso PE bocciava questa ‘stranissima’ designazione perché non rispondente ai requisiti concordati e agli intenti con i quali il dialogo si era riaperto. Ma vi è di più: ci veniva riferito che in corso di trattativa il nome in discussione era venuto fuori perché spinto da discutibili accordi di “alta segreteria”, assolutamente non compatibili con i criteri di etica e trasparenza di PE, opportunamente tenuta all’oscuro di tali accordi.

E purtuttavia, PE, a questo punto, rispondeva, intermezzandole con le 2 proposte precedenti, con l’indicazione di 2 nominativi degni di considerazione per qualità morale, conoscenza del territorio o loro radicale appartenenza, competenza, capacità strategiche e di mediazione nonché presenza attiva nel mondo della politica e dei movimenti di tutela e promozione territoriale, ma mai nel ruolo di protagonisti: il giovane imprenditore cassanese dott. Ivan Aloisio e il consulente di comunicazione prof. Paolo Racano. Purtroppo i loro nomi venivano ignobilmente ‘bruciati’ con blande scuse segnate da vecchie incrostazioni e risentimenti personali per niente derivanti da una seria analisi o risultanti da un sano disegno politico.

Uscito dalla coalizione il “candidato di sinistra” Santorsola (con NID), il Partito Democratico si faceva ancora sotto con l’ennesima proposta sottoponendo il nome di Vito Lionetti, che è sembrato, da subito, ragionevole seppure fatto arrivare su un “tavolo” ormai sconquassato dalle discussioni. Vito Lionetti, come candidato leader, veniva ricevuto dall’Assemblea di PE alla quale esponeva le sue idee e i suoi intendimenti di massima che,  coincidendo in gran parte con quelle del Movimento, venivano accolte con positività.

Chiarite perfino le norme tecniche per la rappresentazione grafica della nascente nuova ‘coalizione’, PE affidava con la massima lealtà al nuovo candidato sindaco praticamente un ‘mandato in bianco’, senza porre condizioni se non quella di equità e lungimiranza nella gestione delle parti e nel rapporto con l’elettorato.

Purtroppo, le buone premesse si sono ben presto infrante allorquando, con la possibilità di far rientrare in coalizione SEL e RC, si è riaperta una nuova trattativa. Sono di nuovo venute fuori le vecchie e ignobili regole di partito basate su spartizione e su lottizzazione delle cariche e dei ruoli di potere, a prescindere dai suffragi della suprema volontà popolare che ne avrebbe sancito democraticamente la direzione con il voto. Inutili si sono rivelate le argomentazioni di PE mirate alla visione retta e leale nei confronti  degli elettori, all’etica e, fondamentalmente, all’individuazione della volontà popolare alla quale il Movimento si ispira e vani sono stati i suoi inviti a rinunciare alla suddivisione per nomenclatura.

Ancora una volta, tradita nella propria dignità, Prospettiva Ethica, con grande sofferenza, ha deciso di porre definitivamente fine alle trattative lasciando, dopo una consultazione interna, sconfortata il tavolo di coalizione, conscia che, al di là delle solite promesse e della propaganda elettorale, nulla è in animo o si vuole effettivamente fare per il rinnovo della gestione politica del nostro Paese.

Una risicatissima frangia di dissidenti ha, a questo punto, armato una fronda interna, capace di seminare dissapori e malcontento all’interno del “gruppo”, con la ferma volontà di spaccarlo e renderne vani gli sforzi pur di aderire comunque e ad ogni costo alle ignobili, inaccettabili ed offensive proposte ricevute.

Prospettiva Ethica mantenendo la barra ferma e confidando sugli uomini migliori, rivendicando la proprietà del marchio ha comunque deciso di ricostituirsi sotto un’altra sigla, con un nuovo segno ma con gli stessi ideali e con gli stessi principi”.

 

Fuori Prospettiva Ethica, dunque, ma la coalizione di centrosinistra va avanti e vede impegnati dunque, attorno a Vito Lionetti, il Pd, Sel e Rifondazione.

Nulla si sa, infine, del capogruppo consiliare di “Nuova Ideadomani”, Teodoro Santorsola. Non si sa se farà una lista a sé o si ritirerà anch’egli (come Gentile) dalla vita politica locale.

Un’altra ipotesi, che a questo punto sembra avere un senso, dopo cioè l’uscita di Prospettiva Ethica e l’indebolimento della coalizione, è che Santorsola rispolveri il vecchio legame con il consigliere regionale Tommy Attanasio e che possa chiedere allo stesso di utilizzare il nome di “Realtà Italia” per rientrare nei giochi: questo movimento politico, infatti, pur fondato, fra gli altri, da ex appartenenti al centrodestra, sostiene – in Regione e alle elezioni comunali di Bari – le liste di centrosinistra.

Formalmente, dunque, il centrosinistra vedrebbe fatta salva la sua identità.

A dieci giorni dalla presentazione delle liste, i giochi sono ancora aperti.

 

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