Festival dei pozzi: quando storia e cultura si fondono

Cultura, musica e storia nella serata dedicata ai pozzi cassanesi, in realtà solo una “scusa” per poter fare una immersione nella storia millenaria del nostro paese e conoscere più da vicino le sue radici.
Grazie all’associazione “Amici della Biblioteca” guidata da Angela Diceglie, la prima edizione del “Festival dei Pozzi” dello scorso 7 agosto ha raggiunto il suo scopo principale ovvero far riscoprire la storia cassanese grazie all’ottima guida di Vito Campanale (appassionato cultore di storia locale e autore de “Le siepi del rosmarino”), far trascorrere qualche ora di gioco e svago ai più piccoli e dare la possibilità di ascoltare la declamazione di alcuni canti della Divina Commedia di Dante Alighieri da parte di attori che – con cifre stilistiche assolutamente distanti fra loro – hanno intrattenuto una bella platea di una calda sera d’agosto dinanzi al Palazzo Miani Perotti.
Pascal Pezzuto (docente universitario e attore salentino con esperienze teatrali in tutta Italia) oltre a interpretare con vigore e passione la discesa agli inferi del Sommo Poeta accompagnato da Virgilio, non ha tralasciato l’occasione di parlare delle sue preziose quanto originali ricerche sull’origine della lingua italiana che affonderebbero nella Sicilia, nella Calabria e nei dialetti salentini e di cui in seguito si sono serviti gli autori toscani per forgiare la lingua che da Dante in poi sarà chiamata “italiana”.
Una tesi ardita che egli stesso spiega in questa intervista che ha concesso al nostro giornale a margine della manifestazione, che non mancherà di suscitare interesse negli ambienti letterari italiani.
Nelle fotografie di Raffaele Fiantanese, i momenti più belli della serata