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Di Medio: “Lionetti ha copiato: dia le dimissioni!”

di medio consigliera

“Il sindaco-maestro ha copiato e merita uno “zero spaccato”…. come minimo dovrebbe dimettersi: per decenza e rispetto  verso i cassanesi che l’hanno votato appena 100 giorni fa”.

Non usa mezzi termini Maria Pia Di Medio, ex sindaco cassanese e capogruppo d’opposizione in Consiglio Comunale, che questa sera ha convocato i giornalisti presso la Sala Consiliare di piazza Rossani per una conferenza stampa nel corso della quale ha illustrato il “grave episodio di plagio” che Vito Lionetti e la sua maggioranza hanno commesso nella scrittura delle “Linee Programmatiche per il mandato elettorale 2014-2019 e il Piano Generale di Sviluppo”, documento approvato a maggioranza lo scorso 12 agosto dal Consiglio Comunale (leggi l’articolo).

Per la Di Medio, il documento che indica le linee che l’amministrazione comunale dovrà seguire per i prossimi cinque anni di governo, provenienti direttamente dalle proposte fatte nel corso della campagna elettorale e dunque un vero e proprio “patto con gli elettori”, sono una scopiazzatura di un documento simile scritto  dal Comune di Massarosa (provincia di Lucca) ovvero il “Piano generale di sviluppo” del 2009-2014: interi capitoli sono stati copiati nel Documento proposto e approvato dalla amministrazione Lionetti, come si se trattasse di farina del proprio sacco.

“E’ vero che in linea generale – ha spiegato la Di Medio – gli obiettivi di buon governo di una amministrazione comunale in tutto il territorio italiano debbano essere condivisibili, soprattutto se provengono dallo stesso Partito, ma come si può copiare di sana pianta un Piano generale di sviluppo di un Comune che si trova, tra l’altro, in un contesto amministrativo regionale ed ambientale completamente diverso? Al di là della “struttura” che è ormai entrata nella consuetudine e fornisce realmente un quadro più chiaro di come si voglia intervenire,  il problema vero è che le riflessioni, le analisi della situazione ambientale e sociale e delle possibilità di intervento devono essere originali, devono derivare dalla realtà in cui vanno attuate! E quindi espresse con una sintassi non copiata, perché altrimenti si dice qualcosa di diverso che non corrisponde alla realtà locale. E’ stato necessario copiare non avendo capacità intrinseche, cioè non c’era nessuno in grado di scrivere, di “mettere giù”  quello che, candidandosi ad amministrare, si voleva fare per il proprio Comune?”.

Aggiunge la capogruppo di “Per crederci ancora”: “Non mi parlate di tempi ristretti perché il “Piano generale di sviluppo” è stato portato in Consiglio Comunale il 12 agosto, a 46 giorni dalle elezioni. E poi, proprio se si ha a cuore il proprio Comune,  se ne conoscono, in ogni momento, i problemi, e si è anche pensato come risolverli e, quindi, il tempo necessario è solo quello di scrivere. E’ vero che è d’uso in amministrazione fare copia e incolla. Passi per le Ordinanze che hanno una struttura standard. Ma non è accettabile per documenti che si devono distinguere per la loro originalità ed unicità in quanto espressione di una visione “politica” di quella particolare compagine amministrativa in quel determinato contesto sociale e ambientale”.

Una copiatura, dunque, che fa gridare la Di Medio allo scandalo: “signor maestro che fa copia? Le strappiamo il compito? Le mettiamo zero spaccato? Che esempio sta dando ai suoi alunni? Saranno da oggi autorizzati a copiare anche loro? E’ vero, copiare “le linee programmatiche di mandato e il piano generale di sviluppo” non è un reato penalmente perseguibile, ma è una gravissima offesa ai cittadini perché dimostra che non si è pensato a loro, al paese, quando ci si è candidati”.

Allora la riflessione che viene immediata è che, in questa compagine amministrativa, c’è solo improvvisazione. Non c’è stata una programmazione di come si sarebbe voluto far crescere  il Paese. C’è stata solo una corsa a cercare di occupare delle poltrone, che sono oggi, bisogna riconoscerlo, irte di spine, ma che  comunque sono luoghi di potere per “comandare” la città e per mettere le mani (come qualcuno dei più vicini sostenitori ha detto) sui tutti i luoghi di potere (come ad esempio la Banca di Credito Cooperativo di Cassano). Si dimentica però che amministrare, fare il sindaco o l’assessore, non significa comandare e fare il bello ed il cattivo tempo ma significa essere al servizio della cittadinanza. Di TUTTI  di chi ci ha votato e di chi non lo ha fatto, e la cui unica mission deve essere fare quanto è meglio per far crescere il paese ed arginare la deriva sociale dovuta agli inevitabili periodi storici di crisi o di difficoltà.

In altri luoghi, regione Sardegna (Presidente), a Siracusa (L’Assessore all’urbanistica), una volta scoperti di aver prodotto documenti programmatici copiati, gli amministratori si sono dimessi. Alla luce, quindi,  di come sono stati trattati i cittadini in campagna elettorale e dei comportamenti tenuti in questi primi 100 giorni di amministrazione ( finanziamenti persi, tasse a gogò, incapacità organizzativa ed anche semplicemente di rispondere con proprie parole, autocelebrazioni, ecc.) è doveroso da parte nostra chiedere di indire un Consiglio Comunale monotematico nel corso del quale chiedere le immediate dimissioni del Sindaco e di tutta l’amministrazione non fosse altro per il rispetto dovuto a chi ha avuto fiducia in loro e li ha votati”.

L’aver “copiato” in parte un documento politico-amministrativo, spacciandolo per proprio, potrebbe far incorrere l’autore materiale (e comunque chi ne ha la responsabilità ultima) nel reato di plagio letterario (a cui si procede su querela di parte dunque del comune di Massarosa, in questo caso) ma si è anche in presenza di una aggravante ovvero l’essere “pubblici amministratori” per cui anche senza querela la magistratura potrebbe indagare sulla vicenda.

Nel corso della Conferenza stampa, la Di Medio ha fatto cenno anche alla vicenda rivelata l’altra settimana dal settimanale cassanese “La voce del paese” ovvero la preparazione di un ricorso in merito agli esiti delle elezioni del maggio scorso da parte della lista capeggiata dall’ex sindaco.

“Stiamo raccogliendo le carte – ha confermato la Di Medio – ma posso confermare che quando si sono raccolte le firme per le candidature della lista “Rinascita” sui moduli da presentare al Comune c’erano solo i nomi del candidato sindaco e del vicesindaco…..non quelli della lista…. i cittadini hanno firmato “in bianco” e ne abbiamo le prove!”.

Perché, allora, non avete denunciato subito l’accaduto, è stato chiesto.

“La risposta è semplice: non c’era un’altra compagine in lizza. Avremmo vinto senza dare la possibilità ai cittadini di esercitare quello che è un diritto sacrosanto che, personalmente, ritengo la più alta forma di democrazia repubblicana: poter esercitare la libera scelta politica nella cabina elettorale, al netto poi dei voti scambiati e di quelli annullati con futili motivazioni”.

Alla luce del risultato elettorale che l’ha vista sconfitta “e di come si sta comportando la nuova amministrazione”, la Di Medio ha ammesso che se l’avesse saputo, non avrebbe perso un attimo nel chiedere di invalidare la raccolta delle firme e la presentazione della lista “Rinascita”.

Questo il testo del Documento di “Rinascita”, con evidenziate la parti copiate

 

Questo il testo del Documento del Comune di Massarosa, con evidenziate le parti copiate

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