Pizzicato furbetto della corrente elettrica

Un altro furbetto della corrente elettrica nella rete delle “fiamme gialle”.
Questa volta si tratta di un panificatore cassanese che è incappato, nei giorni scorsi, nei controlli che Enel e Guardia di Finanza effettuano periodicamente sul territorio, a caccia di chi preleva corrente “a sbafo”.
Una verifica che, spiegano i finanzieri che hanno denominato l’operazione “Fiat Lux” (in latino ovvero “luce fu”), viene effettuata sia a campione che sulla scorta dell’analisi storica dei consumi che l’ente erogatore dell’energia elettrica elabora sulle utenze private e su quelle aziendali.
I “Baschi Verdi” del Gruppo Pronto Impiego di Bari, d’intesa con la Security dell’Ente Nazionale Energia Elettrica, hanno dunque scoperto che nel laboratorio del panificatore e nei locali annessi, i consumi di corrente elettrica erano drasticamente calati a causa dell’utilizzo, presso il contatore principale, di un marchingegno che alterava i dati di consumo, con un chiaro riflesso in bolletta.
Il titolare del forno – di cui le Fiamme Gialle non hanno reso note le generalità – è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per truffa. Oltre alla denuncia penale, depositata presso la Procura della Repubblica di Bari, il panettiere dovrà pagare il consistente accertamento dei consumi che sarà effettuato dall’Enel.
Al laboratorio è stata tagliata la corrente elettrica, tanto che è stato necessario utilizzare un generatore di corrente portatile per proseguire l’attività lavorativa, fino al pagamento della multa elevata ed al ripristino della energia elettrica da parte dell’Enel.
Non è il primo caso che a Cassano viene scoperto dalle forze dell’ordine (leggi qui e qui). Ma come si riesce a intervenire sul contatore? Sono le “fiamme gialle” a svelare i trucchi adottati.
I trucchi costano tra i 250 e 1.500 euro. Si spende meno quando si chiede l’intervento di un elettricista che si presta al gioco sporco dei furbetti del contatore. Ci vuole un esperto, infatti, per rompere i sigilli e inserire una resistenza che fa crollare i consumi. I kilowatt dell’energia consumata sono il risultato di due moltiplicazioni: tensione per intensità di corrente e per numero di ore. Piazzando una resistenza nel contatore si altera il dato dell’intensità e il contatore registra la metà del reale consumo. Coinvolgere un elettricista, seppure amico, comporta un rischio doppio: si viola la riservatezza, dovendo contare sul silenzio dell’elettricista stesso, e si lascia traccia della manomissione.
Più costosa la soluzione fai da te del magnete. Una piccola scatoletta nasconde una potente calamita. Basta poggiarla sul contatore che inizia a girare molto più lentamente. Per comprare un magnete ad uso domestico si spendono circa 400 euro, ma la cifra sale fino a 1500 se bisogna taroccare i contatori degli esercizi commerciali. I magneti si comprano su Internet oppure in alcuni negozi gestiti dai cinesi. O, ancora, grazie alla compiacenza di qualche elettricista che pesca nel mercato nero. Quando le forze dell’ordine piombano nel tuo negozio si può tentare di staccare il magnete e fare sparire la prova del furto.
Chi viene trovato con le mani nella marmellata si becca una denuncia da parte dell’Enel, che prima effettua un’analisi storica dei consumi e poi presenta il conto all’utente truffatore. E scatta pure l’inchiesta penale per furto aggravato. In caso di condanna si rischia una pena da sei mesi a tre anni di carcere.