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“A scuola senza zaino”: non più solo un progetto

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Via gli zaini dalle spalle degli alunni del primo anno della Scuola Primaria cassanese. Soprattutto via ad un nuovo modo di trasmettere il sapere, organizzare le competenze e vivere la comunità scolastica secondo la pedagogia montessoriana che chiede: “Aiutami a fare da solo”.

La consegna ideale delle nuove aule pensate secondo il modello pedagogico della “scuola senza zaino” si è svolta questa mattina presso la Scuola “Unità d’Italia”, in via Gramsci dove a fare gli onori di casa è stata la Dirigente dell’Istituto Comprensivo “Perotti-Ruffo”, prof. Annoscia accogliendo autorità cittadine, insegnanti e personale scolastico del settore tecnico-amministrativo, maestranze, sponsor e genitori nonché i numerosi ospiti provenienti da realtà scolastiche del circondario.

“Lungo e impegnativo – ha detto l’Annoscia – è stato il lavoro che dopo un anno e mezzo ci ha portati fin qui, seguendo un modello pedagogico che sottolinea il “come” rispetto al “cosa” fanno gli alunni in classe; abbiamo ricevuto una istruzione dove prevalevano i contenuti rispetto alle modalità di apprendimento e così l’abbiamo trasmessa ma i limiti insiti in questo modello di apprendimento erano tanti, così come da decenni pedagogisti come Maria Montessori e tanti altri hanno rilevato”.

Le sperimentazioni dei singoli docenti non sono mancate, ha detto la Dirigente ma solo con il modello della “scuola senza zaino” si è data sistematicità, coerenza e metodo al nuovo modo di intendere l’istruzione.

Le aule – infatti – sono state completamente rivoluzionate: via i banchi singoli e la classica lavagna con accanto la cattedra dove sedeva il maestro: ora le classi sono molto più ampie, i banchi sono multipli, ci sono spazi per muoversi e apprendere nelle diverse zone dell’ambiente; gli alunni sono chiamati continuamente a trovare soluzioni a nuovi problemi e ad interagire con i loro amici e con gli insegnanti. Molta la tecnologia a disposizione: pc, stampanti, lavagne multimediali sono presenti in ogni classe. Dove si studia non più solo sui libri e utilizzando i quaderni ma anche attraverso esperimenti, misurazioni, sperimentazione che coinvolgono i cinque sensi.

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“Il prossimo anno faremo interventi anche in altre aule – ha promesso il Sindaco Lionettiin modo da far diventare le scuole di Cassano le più belle d’Italia!”. Il sindaco si è detto rammaricato per aver dovuto rinunciare ad essere uno degli insegnanti che per primi a Cassano hanno avviato questo nuovo modello di educazione ma si è detto “felice che a muoversi sia stata l’intera comunità cassanese, nelle sue diverse componenti e siate convinti di questo – ha detto ai presenti – : non lasciate che tutto debba essere fatto dalla pubblica amministrazione, riscoprire il senso di comunità e impegnarsi in prima persona per la città”.

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Maria Paola Pietropaolo, referente per i progetto “scuola senza zaino”, ha sottolineato che uno dei valori di questo modello è proprio il senso di comunità, unito a quello della accoglienza, che fa diventare fin da subito gli alunni responsabili gli uni degli altri. “Togliere lo zaino – ha aggiunto la Pietropaolo – è un gesto concreto ma anche simbolico: la scuola diventa più leggera ma non perché il lavoro sia inferiore bensì è diverso e più efficace”, complimentandosi con Vito Lionetti in qualità di “primo sindaco senza zaino d’Italia”, essendo lo stesso primo cittadino e insegnante.

Dopo i ringraziamenti a tutti coloro che si sono impegnati in questi mesi a realizzare il progetto, spesso del tutto volontariamente e impegnando il proprio tempo e le sue competenze, la Preside ha ringraziato alcune aziende cassanesi e la Fondazione “Albenzio-Patrino” per aver contribuito fattivamente a sostenere la scuola in questa fase di delicata transizione.

L’applauso più lungo, infine, l’ha ricevuto la Preside Maria Rosaria Annoscia “per l’audacia e la tenacia che ha avuto nel perseguire questa idea e concretizzarla” ha detto la vicaria, Elisabetta Campanale a nome di tutto il mondo scolastico cassanese.

 

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