Bilancio di Previsione, slittano i tempi

Con l’apposizione della firma del Ministro dell’interno Angelino Alfano è stato perfezionato il decreto che differisce al 31 marzo 2015 il termine per l’approvazione da parte degli Enti locali del bilancio di previsione per l’anno 2015.
Ma oggi sarà una giornata importante per gli Enti locali perchè sulla vicenda IMU sui terreni agricoli è prevista la pronuncia del TAR del Lazio, il quale – su istanza di alcune regioni – ha sospeso l’applicazione del D.M. per i terreni agricoli nei Comuni Montani sotto i 600 metri (è il caso di Cassano, prima esentata in quanto Comune “montano”) per violazione dei diritti del contribuente: soltanto a decorrere da tale data, i contribuenti interessati potranno conoscere se e quando si dovrà pagare l’IMU per i predetti terreni, la cui scadenza è attualmente fissata al prossimo 26 gennaio 2015.
Si ricorda che, allo stato dei fatti, per effetto del citato D.M. 28 novembre 2014, sono esenti da IMU, soltanto:
- i terreni agricoli dei comuni ubicati a un’altitudine di 601 metri e oltre, individuati sulla base dell’“Elenco Comuni Italiani”;
- i terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali (IAP), iscritti nella previdenza agricola, dei comuni ubicati a un’altitudine compresa fra 281 metri e 600 metri, in tale ultima circostanza, l’esenzione si applica anche nel caso di concessione in comodato o in affitto a coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola;
- i terreni ad “immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile ed inusucapibile”, a prescindere dalla loro ubicazione e altitudine.
Intanto, però, il MInistero delle Finanzie ha già “tagliato” 191mila euro al Comune di Cassano sui trasfermenti 2015: l’ente, infatti, dovrà incamerare proprio dall’Imu agricola i minori introiti tagliati dallo Stato.
Il Movimento 5 Stelle ha presentato una risoluzione in Commissione Finanze per esentare i terreni agricoli ricadenti in aree montane dal pagamento dell’IMU e prevedere comunque l’esclusione dal pagamento IMU per i terreni condotti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali.
“La proroga al 26 gennaio è stata una rappezzatura di emergenza ad un provvedimento che fa acqua da tutte le parti – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – e che, soprattutto, rischia di penalizzare ancora una volta il mondo agricolo. Un provvedimento che, scegliendo quello altimetrico come unico indice per il riconoscimento di un terreno ‘montano’, crea una disparità e una disomogeneità di trattamento che non sarà semplice risolvere, proprio per le caratteristiche geografiche di molte nostre regioni”.
Il Consiglio dei Ministri del Governo Renzi si riunirà oggi anche per affrontare la questione relativa all’IMU agricola. “È necessario rivedere i termini del decreto e ci auguriamo che il Governo Renzi agisca sin dalla riunione odierna – continua L’Abbate (M5S) – In ogni caso, abbiamo depositato anche un emendamento al ‘Decreto milleproroghe’, attualmente in discussione a Montecitorio, al fine di prorogare di almeno un anno, nelle more di una revisione complessiva della fiscalità rurale che tenga conto delle difficoltà che sconta la produzione agricola di montagna legata alle difficoltà operative e di esercizio, il termine ultimo per il pagamento dell’imposta”.
“Con gli atti che abbiamo presentato – conclude il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate (M5S) – il Governo Renzi ha tutti gli strumenti per poter intervenire e non può più accampare scuse. La speranza è che non prenda tutti per i fondelli come con l’aumento delle accise sulla birra”.