Cinque zone da “ricucire”, ecco il Dpru

Cinque ambiti e una strategia per “ricucire” il paese: è il Documento Programmatico di Rigenerazione Urbana (Dpru) presentato ieri sera presso la Biblioteca Civica dall’Amministrazione Comunale cassanese e dal gruppo tecnico di lavoro alla presenza dell’Assessore regionale all’urbanistica Angela Barbanente.
Dopo le fasi di ascolto della cittadinanza (attraverso forum, questionari, conferenze, incontri con associazioni e scuole) e lo studio delle diverse problematiche emerse, ecco cosa prevede il Dpru: i cinque ambiti più “problematici” e sui quali si dovrà intervenire sono i Borghi, il Centro Storico, la zona compresa fra via Convento e viale della Repubblica, il quartiere “Sacro Cuore” e la zona artigianale, su via Grumo.
L’idea principale (come il logo del Dpru suggerisce) è “ricucire” queste zone di Cassano affinchè possano integrarsi e migliorare la qualità della vita dei cittadini nonché essere attrattivi per forestieri e visitatori.

Come fare?
Il Dpru, come ha spiegato l’architetto Tufariello, portavoce del gruppo di lavoro, suggerisce alcuni interventi:
Borghi: opere primarie laddove non ci sono o sono carenti (acqua, fogna, pubblica illuminazione); recupero di edifici dismessi (il Garden Village, Soleblu, l’ex camping “Orsa Maggiore”) in modo da creare un “parco urbano lineare” con servizi per il turismo rurale, spazi di socializzazione, piste ciclo-pedonabili, aree con verde attrezzato. E’ la linea blu, insomma, che dovrebbe unire i borghi al paese e farne diventare un’unica, identitaria cittadina.
Centro storico: sorprendentemente, a nostro avviso, il gruppo di lavoro ha definito “al margine della vita sociale” quello che è il nucleo antico di Cassano. Non ci sembra affatto così ma per dovere di cronaca lo riportiamo. Cosa fare? Il Dpru propone il recupero e riconversione di edifici ad uso commerciale e culturale, la riqualificazione energetica ma soprattutto la chiusura totale al traffico, con la creazione di parcheggi satellite (ad esempio in piazza Galilei) in modo che il Centro Storico diventi una grande isola pedonale. Con bus navette elettriche, posteggi per l’utilizzo gratuito delle bici (bike-sharing) nonché una riappropriazione dell’identità storica grazie a percorsi tematici, elementi multimediali e una cultura diffusa delle nostre origini.

Quartiere “Sacro Cuore”: occorre creare servizi pubblici a favore dei residenti nonché utilizzare il non-costruito per servizi alla cittadinanza (orti sociali, ad esempio) che potrebbero innescare anche occasioni di lavoro. Essenziale è utilizzare la grande rotonda che porta sulla circonvallazione e riqualificare il parco giochi comunale. Efficientamento energetico è, inoltre, una delle parole chiave per questa zona, anche a servizio di tutto il paese.
La zona fra via Convento e viale della Repubblica: occorre “dare respiro” ad una delle aree maggiormente abitate de paese e creare sicurezza per gli abitanti e dunque occorrono marciapiedi, trasporto pubblico elettrico, giardini di quartiere e orti sociali. In questa zona, poi, insiste la maggior parte delle scuole cittadine che vanno rese sicure e accessibili anche a piedi: da qui l’idea di creare aree pedonali attorno agli istituti, potremmo definirle “car-free” ovvero libere dalle auto. Anche l’ex Cava, in cima alla collina, diventa luogo di eventi e manifestazioni all’aperto, raggiungibile con piste ciclabili.

Zona artigianale: qui occorre concentrarsi su due poli (l’ex Preventorio e il Polisportivo) per riqualificarsi e renderli fruibili alla cittadinanza; dovranno essere facilmente raggiungibili a piedi o in bici e diventare punti di aggregazione e socializzazione. Il sovradimensionamento della Zona artigianale, rispetto alle reali esigenze, ha fatto sì che molte aree sono degradate e abbandonate a se stesse e dunque occorre recuperarle tenendo conto che anche se ad uso “industriale” vi sono parecchie abitazioni residenziali.
“Avete parlato il linguaggio comune, comprensibile, non tecnico: una esigenza che evidentemente viene dal buon ascolto del territorio” ha detto l’assessore Barbanente al termine dell’esposizione del Dpru. “L’Urbanistica ha spesso tradito la sua missione sociale che è quella di far vivere bene le persone, pensando più ai tecnicismi che ai cittadini” e in qualche modo accontentando un atavico egoismo sociale che è quello che pensa prima al bene personale e poi a quello collettivo.
“Oggi siamo ad un punto di svolta – ha detto ancora la Barbanente – per cui è necessario cambiare passo e questo Dpru mi sembra che lo faccia”, suggerendo poi di pensare anche agli “attori” che dovranno attuare questo documento.
“Siamo pronti” ha detto in conclusione il sindaco Vito Lionetti. “Con questo documento ora diciamo alla Regione e ad altri enti che Cassano è pronta a cambiare, a recuperare il tanto che c’è ed a realizzare quanto ci si propone, ispirati da valori quali la cultura, la storia, la bio-diversità per contribuire a costruire un territorio più bello ed a lasciarlo ai nostri figli e nipoti migliore di come noi lo abbiamo ereditato”.