Festa Patronale: si chiude con un deficit di 4mila euro

Chiude con un deficit di poco più di 4mila euro il bilancio economico, parziale, della Festa Patronale cassanese edizione 2015. A fare il punto della situazione, l’altra sera in piazza Moro, il Presidente delegato Damiano Baldassare e tutto il Comitato Festa Patronale che dinanzi ai cittadini e ad alcuni rappresentanti dell’Amministrazione Comunale (fra cui il Sindaco Vito Lionetti e il suo vice Davide Del Re) ha rendicontato incassi e spese della Festa dedicata alla Madonna degli Angeli.
Complessivamente le entrate sono state poco più di 52mila euro: la gran parte (oltre 30mila) offerte dei cittadini; 11mila dal Comune di Cassano e il resto da aziende cassanesi.
Le spese, invece, sono state in totale 56.800 euro così suddivise: 21.350 per le luminarie; 14.990 euro per le Bande e la “bassa musica”; 8mila per i fuochi d’artificio; 4mila per le famiglie delle vittime della tragedia che ha coinvolto la ditta “Bruscella” di Modugno; quasi 2mila euro per i diritti Siae; poco più di 400 euro per pasti offerti ai venditori extracomunitari e altre spese che ammontano a circa 3.700 euro.
A questa cifra dovrà aggiungersi l’opera concreta di carità che su disposizione della Curia Arcivescovile di Bari nel corso delle Feste devono essere compiute sul territorio, a favore di una o più persone o famiglie che vivono in povertà.
Un bilancio parziale, dunque, che potrebbe chiudersi definitivamente in pareggio dopo gli ultimi conteggi e, si spera, delle ultime offerte da parte di qualche buon cristiano.
Ma che certo non lascia tranquillo il Presidente delegato: “Non possiamo più permetterci – ha detto Baldassarre – alcune spese elevate come alcune Bande e quattro fuochi pirotecnici” poiché rispetto a qualche anno fa le entrate provenienti dalle offerte dei fedeli continuano a calare mentre le spese, al contrario, salgono.
C’è chi vede, in questo calo, una gestione non del tutto gradita delle diverse processioni, in particolare del giorno 3 nonché il prolungamento al giorno 4 della intera Festa: per i più tradizionalisti, il giro della processione deve essere sempre quello pensato decine di anni fa e l’intera Festa deve concludersi il 3 agosto, tagliando la scelta – compiuta 25 anni fa – di includere la parrocchia della Madonna delle Grazie e ellungare tutto di un giorno.
Argomenti certamente non da piazza né di competenza di chi organizza la Festa: si tratta di scelte pastorali le cui responsabilità ricadono sull’Arciprete don Nunzio, sui sacerdoti ed i religiosi cassanesi e sui Consigli Pastorali delle due parrocchie. Non per nulla, proprio in apertura della serata, Baldassarre ha ricordato come la Festa Patronale sia essenzialmente di carattere religioso, anche se nel corso dei decenni ha sviluppato appendici laiche e civili.
Il Presidente delegato si è poi soffermato su alcuni spunti, a volte polemici, innescati dai lettori di questo giornale, fornendo le proprie risposte laddove poteva: il Comitato, e il suo Presidente delegato, rassegnano le proprie dimissioni nelle mani dell’Arciprete, a conclusione della Festa; tocca quindi a lui rinnovare o meno la fiducia e dunque non ci sono né scadenze né elezioni da fare.
“Noi del Comitato – ha spiegato Baldassarre – ci mettiamo tempo, impegno e spesso soldi di tasca nostra: diamo il benvenuto a chiunque voglia lavorare con noi, con spirito di sacrificio, devozione alla Madonna e volontà di fare il bene di questa comunità”.
Baldassarre ha poi chiesto scusa agli abitanti di alcune strade del quartiere di san Gaetano da dove la processione del 3 agosto non è transitata, senza che nessuno lo comunicasse o spiegasse i motivi; ha insistito con i rappresentanti del Comune nel sistemare la rotonda della zona “Sacro Cuore” “che è del Comune e nessuno mi convincerà del contrario”; ha polemizzato con il capo delle “mute”, i portatori della Madonna Franco Carrasso per aver “abbandonato” la processione la sera del 3 agosto quando stava per partire per la Madonna delle Grazie, in polemica con il parroco di quella chiesa, don Nicola Boccuzzi; ha assicurato che la solidarietà concreta per gli extracomunitari in quelle giornate è stata portata a termine e deve essere un vanto per l’intera comunità, soprattutto quella cristiana mentre sull’episodio della Banda di Palazzo San Gervasio che sarebbe stata alquanto “allegra” sulla Cassa Armonica ha fatto presente che alcuni membri di una associazione che sedevano proprio dietro la Cassa, fornivano birra a volontà ai musicisti, con tutte le conseguenze del caso.
Si attende ora il bilancio definitivo della Festa per capire se il pareggio sarà raggiunto, o meno, anche quest’anno.