Sotto sequestro “Sole Blu” per reati ambientali

E’ stato messo sotto sequestro “Sole Blù”, l’ex complesso turistico in Contrada Fraddiavolo, sulle Murge cassanesi.
I sigilli all’intera area, di proprietà di una società altamurana, sono stati apposti questo pomeriggio, dopo una intensa attività di indagine condotta nei mesi scorsi dal Comando di Polizia Municipale di Cassano, agli ordini del Maggiore Luigi De Benedictis e dal Comando del Corpo Forestale dello Stato – Stazione di Cassano delle Murge agli ordini dell’Ispettore Giovanni Calabretto.
Alla proprietà si contesta la violazione di una serie di norme ambientali quali l’abbandono di rifiuti, pericolosi e non, l’illecito smaltimento degli stessi e via di seguito che avrebbero fatto di “Sole Blù” una immensa discarica a cielo aperto dove chiunque poteva abbandonare rifiuti, inerti e quant’altro.
Nei mesi scorsi la società proprietaria dell’immobile, dietro Ordinanza da parte dei Comandi citati, aveva provveduto a disporre una palizzata tutt’intorno alla struttura, comprensiva di una rete in plastica, un cordolo di cemento e pali in legno nonché una serie di cartelli di avvertimento sull’obbligo di non oltrepassare né scaricare rifiuti, invitando anche i residenti a segnalare alla proprietà e alle forze dell’ordine eventuali intrusi. Un avvertimento, però, che non aveva sortito l’effetto sperato: la recinzione è stata diventa in più punti e lo scarico dei rifiuti da parte di terzi è continuato indisturbato, forse anche perché la videosorveglianza annunciata con i cartelli non era del tutto funzionante.
La reiterazione dei presunti reati ha dunque spinto le forze dell’ordine a procedere in via d’urgenza al sequestro dell’area, sequestro che dovrà essere confermato dal magistrato.

Più volte su questo giornale ci siamo occupati di “Sole Blù”, complesso sorto negli anni ’90 che godette di grande popolarità per le sue strutture moderne ed efficienti che offrivano ai residenti nei Borghi, ma anche ai cassanesi, piscina, discoteca, bar e animazione.
Poi la struttura subì un progressivo decadimento finendo nella mani dell’avv.to Nicola Leone di Bari, curatore fallimentare della “Cometa” spa, proprietaria dell’immobile, che ha cercato di venderlo all’asta, senza successo.
In questi anni, nonostante Ordinanze sindacali (mai rispettate), denunce e segnalazioni da parte dei residenti in zona, articoli di stampa, la struttura è diventata sempre più un immondezzaio, meta preferita di cani randagi, nella quale non era difficile trovare anche lastre di cemento-amianto, rifiuto pericoloso per la salute di uomini e animali.
Poco più di un anno fa, sembrò esserci una svolta: una società altamurana acquistò l’immobile e il terreno adiacente, quello su cui sorge una piccola struttura, dedicata per qualche tempo a negozio di generi alimentari, cominciando a ripulirla e sistemarla e si pensò ad un rilancio dell’intero complesso.
Un progetto che evidentemente deve essersi bloccato, portando al sequestro di oggi.
